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Diario della traversata Atlantica 2018 con Zaja. (1° parte)

5/11/2018Lunedì

Sono andato a dormire, dopo la cena organizzata con tutto l’equipaggio di Zaja alla Confradia de los Pescadores a Gran Tarajal in Fuerteventura, pensando che domani finalmente sarebbe giunto il momento della partenza per la traversata Atlantica con la mia barca, preparata nel corso degli ultimi due anni.

La traversata, già fatta con la barca del mio amico Antonio, aveva avuto allora per me un significato diverso. In quel caso la traversata la facevo su una barca che non avevo preparato io e rappresentava per me il sogno di un neofita, che solo da 5 anni si era avvicinato con passione al mondo della vela. Allora avevo 50 anni e ricordo ancora la morsa allo stomaco, che mi bloccò per molto tempo al passaggio della linea di partenza della regata dell’ARC 2001. Era un misto di paura e di preoccupazione, ma anche di curiosità per le mie possibili reazioni in una navigazione così impegnativa.

Questa volta mi sento più sereno e felice di coronare questo sogno, riposto nel cassetto per 17 anni: finalmente  la traversata atlantica con la mia barca !

Avevo questa idea già nel 2001, quando chiamai Antonio, che aveva messo un annuncio nella rivista nautica “Bolina”. Scoprii che Antonio era proprietario di un Perversion 37, un modello identico al mio Tex che avevo comprato da poco. Questa coincidenza mi permetteva di verificare la fattibilità della traversata con una barca come la mia, con l’idea di poterla fare in seguito con Tex.

Ci sono volute 27.000 miglia nautiche di navigazioni, effettuate dal 2001 in poi, per arrivare al traguardo, con tanta esperienza in più, con due barche acquistate dopo Tex, con molte letture e uno studio meticoloso di quello che sarebbe stato necessario per affrontare il percorso in sicurezza e nello scegliere la barca giusta per me.

06/11/2018 Martedì

Ho dormito il sonno del giusto, perché avevo fatto tutto il necessario per la sicurezza della barca e dell’equipaggio.

Partito a giugno 2017 dalla Sardegna, ero arrivato a Lanzarote nell’ottobre 2017, dopo aver percorso oltre 2000 miglia tra Sardegna, Corsica, Francia, Baleari, Spagna e Portogallo. A fine gennaio 2018, avevo portato la mia barca Zaja a Las Palmas per eseguire gli ultimi lavori di preparazione. Prima non era stato possibile per la mancanza di disponibilità d’ormeggio al porto di Las Palmas, a causa della presenza delle barche che partecipavano alla regato dell’ARC 2017, che attraversava l’Atlantico.

In Sardegna dove avevo comprato la barca da un francese, un Seychelles 46 usato del 1981 del cantiere Euroboat di Fiumicino, avevo fatto fare i lavori prioritari: la revisione del motore, la sostituzione di tutte le sartie, la posa della trinchetta avvolgibile e la sostituzione dell’avvolgifiocco, l’installazione della capottina e delle apparecchiature elettroniche, il pannello fotovoltaico, la revisione della linea d’asse. Avevo infine eseguito con le mie mani la verniciatura dell’opera morta e la verniciatura con l’antivegetativa dell’opera viva nel cantiere di Bosa.

A Las Palmas avevo installato il generatore eolico e quello idrodinamico, il timone a vento, riparato una perdita dai serbatoi di acciaio del gasolio, installato il desalinizzatore e attivato le pompe a pedale dell’acqua dolce e quella di mare, sostituito le batterie dei servizi con quelle a scarica profonda, quella di avviamento del motore l’avevo cambiata in Sardegna,  sostituito i sensori per il livello dei serbatoi dell’acqua, installato lo strumento per la verifica del bilancio energetico delle batterie dei servizi, fatto costruire il tangone per la trinchetta, quello del genoa e dello spy era già in dotazione, posati i gradini all’albero. Per questi lavori ci erano voluti 8 mesi di impegno costante, ma alla fine la barca era pronta. Ai primi di ottobre mi sono spostato al porto di Gran Tarajal in attesa della partenza e per le ultime rifiniture, ho installato i teli anti rollio e le reti di protezione sulle draglie e le reti per evitare lo spostamento e la caduta degli oggetti nei vari scomparti di stivaggio interni alla barca. La spesa per la cambusa è stata fatta gli ultimi giorni prima della partenza.

Siamo partiti alle 10.30, dopo aver fatto il rifornimento di acqua potabile nei serbatoi.

Le previsioni sono buone, con poco vento da nord est. Navighiamo lentamente paralleli alla costa di Fuerteventura, nel pomeriggio montiamo i tangoni per il fiocco e la trinchetta. Procediamo ad una velocità media di 3,6 nodi.

Renzo Trenta

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