Nascita, sviluppo e declino della Civiltà Nuragica

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Quanti erano gli abitanti della Sardegna arcaica e di cosa vivevano?
Che funzioni avevano le domus de janas e i nuraghi?
Quanto tempo hanno impiegato a costruire i nuraghi?
Quali sono le ragioni del declino di questa splendida civiltà?
Cosa rappresentano i giganti di Monte ‘e Prama per la civiltà nuragica?

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Descrizione

Nascita, sviluppo e declino della Civiltà Nuragica
Nuove ipotesi di Renzo Trenta

Presentazione.

Questo libro è stato scritto per provare a dare delle risposte a queste domande:

1. Quanti erano gli abitanti della Sardegna arcaica e di cosa vivevano?
2. Che funzioni avevano le domus de janas e i nuraghi?
3. Quanto tempo hanno impiegato a costruire i nuraghi?
4. Quali sono le ragioni del declino di questa splendida civiltà?
5. Cosa rappresentano i giganti di Monte ‘e Prama per la civiltà nuragica?

Il libro nasce dai quaderni di appunti che l’autore ha scritto per fissare nella mente le ipotesi e le tesi degli autori dei libri che leggeva sull’argomento, e per trascrivere i dubbi che gli venivano mentre andava avanti nello studio.
Quaderni di appunti che ogni studente normalmente redige per memorizzare, ripetere e chiarire a se stessi quanto appreso o per scrivere al margine di un testo i dubbi e le domande da porre al proprio professore. L’autore non ha potuto frequentato l’università per seguire le lezioni su questi argomenti, quindi ha comprato i libri degli autori più prestigiosi e poi i libri che venivano citati da questi autori, poi i libri che trovava in libreria, poi i testi trovati su internet, poi ha visitato siti internet e pagine Facebook, ha visto dei video su YouTube, ha seguito le conferenze in streaming di presentazioni di libri e di pagine Facebook di divulgatori e di appassionati, ha parlato e interrogato le tante guide competenti e appassionate dei siti archeologici della sardegna, ha parlato con visitatori come lui di questi splendidi siti. Nel seguire queste tracce il novello studente prendeva appunti e li riordinava. Mentre li riordinava si poneva ulteriori domande. A conclusione del percorso formativo ha trovato qualche risposta, ma ha anche formulato qualche ipotesi innovativa. Inizialmente la sua attenzione si era concentrata sul periodo nuragico, poi ha capito che era necessario studiare anche il periodo neolitico per avere una visione completa anche del periodo nuragico.
Dopo questo studio, durato tre anni, lo studente si ritrovava sulla sua scrivania virtuale una pila di quaderni di appunti (file), che aveva archiviato in due cartelle: una di 600 pagine con gli estratti sottolineati dalle fonti originarie dei libri che aveva studiato e una di riassunti sulle analisi dagli estratti e sulle nuove tesi di altre 640 pagine; in pratica aveva scritto una tesi di laurea triennale da fuori corso, che l’autore fa stampare per gli amici e per la propria famiglia.
Come tutti gli appunti in alcuni casi è ripetitivo, perchè serve alla memoria di chi studia ripetere e memorizzare gli argomenti più ostici; contengono refusi di stampa ed errori che verranno corretti in una seconda edizione; non hanno una bibliografia perfetta, ma contiene nel secondo volume gli estratti dei testi da cui sono state prese le citazioni. Chi legge il suo lavoro gli suggerisce di proporlo ad un editore per una maggiore divulgazione; il contenuto del primo volume può essere d’interesse per tanti appassionati che si pongono le stesse domande.
Viene così mandato in stampa dalla Susil edizioni il primo volume di 640 pagine con i riassunti sulle analisi dagli estratti dai vari testi e dai vari autori e sulle nuove ipotesi.
Nel primo volume si mettono a confronto le varie ipotesi formulate nel tempo da diversi e autorevoli autori, si analizzano e si sottopongono ad analisi critica comparata, ponendosi ulteriori domande e formulando nel contempo nuove ipotesi, nate confrontando diverse tesi scientifiche, arrivando a concludere che:

1. Gli abitanti della Sardegna arcaica vivevano di agricoltura e d’allevamento e nel massimo splendore gli abitanti raggiunsero le 460.000 unità;
2. Le domus de janas non erano solo delle tombe e i nuraghi non erano solo delle costruzioni di difesa;
3. In seicento anni hanno costruito circa un nuraghe al mese, impiegando mediamente 12 anni per realizzare i nuraghi mono-torre e 30 anni per realizzare quelli più complessi;
4. Al declino della civiltà nuragica hanno contribuito diversi motivi a partire dagli eventi naturali avversi sino alla conflittualità territoriale, nata per il controllo delle scarse risorse disponibili;
5. A Monte ‘e Prama si stava coagulando in nuce un’organizzazione più complessa di quella cantonale, in grado di concepire il culto dei propri eroi con la costruzione di statue che non hanno eguali nel mediterraneo. La germinazione della nuova organizzazione avrebbe portato ad una forma statuale più complessa, ma qualcosa ne ha impedito la formazione.

Nel testo vengono riportate le idee e gli scritti di innumerevoli autori, riordinate per argomento, vengono analizzate indicando per ognuna le tesi a favore e contrarie.
Le nuove ipotesi potranno essere condivise o meno, o essere smentite da nuove scoperte archeologiche, scientifiche o da nuovi studi; in ogni caso, questo lavoro vorrebbe essere d’aiuto a chi ama porsi delle domante, facendosi guidare dalla dalla curiosità e dalla ragione.

L’opera si compone di due volumi:
1. Nuove ipotesi sul declino della Civiltà Nuragica di 640 pagine;
2. Fonti sulla Civiltà Nuragica di 600 pagine.

Piano dell’opera, primo volume già pubblicato:

Capitolo 1 – Introduzione.
Capitolo 2 – Neolitico
Capitolo 3 – Neolitico e Megalitismo
Capitolo 4 – Neolitico e Domus de Janas
Capitolo 5 – Genetica, migrazioni e identità culturale del neolitico
Capitolo 6 – La religione nel neolitico
Capitolo 7 – La bella età dei Nuraghi: tipologie e caratteristiche
Capitolo 8 – La bella età dei Nuraghi: funzioni dei nuraghi
Capitolo 9 – Villaggi nuragici, santuari, templi a megaron e pozzi sacri
Capitolo 10 – Metallurgia
Capitolo 11 – Demografia ed economia
Capitolo 12 – Declino della civiltà Nuragica

Piano dell’opera, secondo volume non ancora pubblicato:
Capitolo 1 – Fonti scritte di autori sul periodo neolitico.
Capitolo 2 – Fonti scritte di autori sul periodo nuragico.
Capitolo 3 – Fonti sulla religione degli antichi sardi .
Capitolo 4 – Fonti su la metallurgia degli antichi sardi .
Capitolo 5 – Le fonti sui cambiamenti climatici.

L’autore: Renzo Trenta, nato a Villagrande Strisaili (NU) nel 1951, navigatore, pensionato, estimatore di musica, libri, storia, filosofia, scienza e archeologia ha scritto diversi diari di navigazione in corso di stampa e un testo sulla filosofia del viaggio.
Mail : trenta.renzo@gmail.com. ; cellulare – 3312414871

1 recensione per Nascita, sviluppo e declino della Civiltà Nuragica

  1. Post di Giorgio Valdes sulla pagina di Facebook Di Nurnet.

    Quanti erano gli abitanti della Sardegna arcaica e di cosa vivevano?
    Che funzioni avevano le domus de janas e i nuraghi?
    Quanto tempo hanno impiegato a costruire i nuraghi?
    Quali sono le ragioni del declino di questa splendida civiltà?
    Cosa rappresentano i giganti di Monte ‘e Prama per la civiltà nuragica?
    Queste sono alcune delle domande che molti di noi si saranno posti, ottenendo risposte più o meno soddisfacenti dalla lettura di libri di settore, interviste, filmati ma anche dai post e relativi commenti che popolano la “rete”. Sta di fatto che non esistono certezze, anche se la diffusa allergia all’utilizzo del condizionale fa sì che semplici teorie vengano spesso spacciate per verità assolute.
    Renzo Trenta è uno dei tanti appassionati delle vicende della nostra preistoria e protostoria che ha voluto catalogare gli svariati punti di vista espressi nel tempo da diversi studiosi della materia ma anche dai semplici appassionati; e dopo averli analizzati ha formulato le sue tesi in merito ai singoli argomenti oggetto delle suddette domande. Tutto questo ha poi trasfuso nelle pagine del libro di cui si allega la copertina.
    Un apprezzabile lavoro di ricerca delle fonti bibliografiche, finalizzato alla formulazione di ipotesi in merito alle quali lo stesso autore, a dimostrazione di un’encomiabile onestà intellettuale, scrive nella chiosa del libro che “potranno essere condivise o meno, o essere smentite da nuove scoperte archeologiche, scientifiche o da nuovi studi; in ogni caso questo lavoro vuole essere d’aiuto a chi ama porsi delle domande, facendosi guidare dalla curiosità e dalla ragione”.

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