Nessuno lo sa in modo univoco, o meglio ci sono diversi archivi che producono degli elenchi non condivisi e non certificati scientificamente. Questi archivi sono disponibili in rete in formato digitale, pdf, txt o Excel, altri sono ricavabili da libri, altri sono visibili attraverso mappe GIS dei portali specifici, altri ancora non sono accessibili perché non sono pubblici o sono in formato cartaceo non digitalizzato.
Naturalmente in questi archivi sono presenti non solo i nuraghi ma anche altre tipologie di siti monumentali protostorici come dolmen, tafoni, menhir, circoli megalitici, domus de janas , tombe di giganti, villaggi, fonti e pozzi sacri, templi a megaton e siti monumentali storici come chiese, torri di avvistamento, insediamenti punici, romani, medioevali e quelle costruzioni con più di 70 anni meritevoli di tutela storica ed artistica nazionale.
Le fonti con mappe GIS (Geographic Information System).
Le fonti non istituzionali dei siti archeologici e monumentali mappati con riferimenti di posizioni geografiche (Coordinate con Latitudine e Longitudine su mappe GIS) sono:
1 – Nurnet
2 – SardegnArcheologica
3 – Wikimapia
4 – Sardegna Geoportale
5 – Google Maps
Le mappe GIS sono rappresentazioni digitali di dati spaziali che integrano informazioni geografiche (come posizione, coordinate) con dati descrittivi (come nomi, statistiche, caratteristiche). Un GIS(Geographic Information System) è un sistema informatico che permette di creare, analizzare, gestire e visualizzare questi dati, rendendo le mappe interattive e analiticamente potenti. In sintesi, collegano i dati a una posizione geografica per fornire una comprensione più approfondita del territorio e di ciò che vi si trova.
Funzioni principali
- Acquisizione e gestione: I GIS acquisiscono e archiviano dati geospaziali, come mappe, immagini satellitari e dati di localizzazione, collegandoli a un database di informazioni descrittive.
- Analisi: Permettono di effettuare analisi spaziali per scoprire relazioni, modelli e tendenze nascoste nei dati. Ad esempio, è possibile analizzare la distanza tra due punti tenendo conto di ostacoli fisici o identificare le aree più a rischio di un evento.
- Visualizzazione: Presentano i dati attraverso mappe digitali interattive, che possono includere diversi livelli di informazione, grafici e visualizzazioni 3D.
- Decision-making: Aiutano a prendere decisioni ponderate, fornendo un contesto geografico alle informazioni e rendendole, quelle complesse, più facili da comunicare e comprendere.
Esempi di utilizzo:
- Pianificazione urbana: Aiutare a decidere dove costruire nuove infrastrutture;
- Logistica: Trovare il percorso migliore per una consegna.
- Gestione emergenze: Mappare e monitorare zone colpite da calamità naturali o epidemie;
- Monitoraggio ambientale: Analizzare l’uso del suolo e la copertura vegetale;
- Catalogazione di luoghi d’interesse naturalistico, ambientale, artistico ed archeologico.
Le fonti con coordinate Geografiche:
La fonte non istituzionale dei siti archeologici e monumentali con riferimenti di posizione geografiche senza mappe GIS si trova alla voce nuraghi e tombe di giganti al sito di:
6 – Wikipedia
La fonte istituzionale dei siti archeologici e monumentali con riferimenti di posizione geografiche senza mappe GIS è il sito regionale con il:
7 – Piano Paesaggistico Regionale (PNR – PPR – RAS)
Fonte da libri pubblicati:
8 – Le domus de janas decorate con motivi scolpiti. Volume I
Della prof.ssa Giuseppa Tanda
Fonti da libri pubblicati con indicazione del solo comune di riferimento:
9 – I nomi di oltre ottomila nuraghi, diffusione e significato.
Del prof. Mauro Maxia, edizione NOR.
10 – I dolmen della Sardegna
del prof. Riccardo Cicilloni, PTM editrice.
Le fonti di tipo istituzionale.
MIC – Geoportale Nazionale dell’Archeologia
MIC – Idese, sistema informativo del Ministero della Cultura per la Sardegna
MIC – Catalogo dei Beni Culturali / Sardegna Cultura
RAS – Archivio storico della Regione Sardegna
Progetto Atlante della Sardegna Nuragica
Il giorno 26-11-2025 presso la SA Manifattura a Cagliari è stato presentato
Il Progetto NuragicReturn – Verso un Atlante della Sardegna Nuragica,
Curato dalla associazione La Sardegna verso l’Unesco.
Il Progetto NuragicReturn è una sintesi, frutto di una prima ricognizione, che integra e armonizza mappature esistenti per un totale di 21.777 monumenti o siti.
Pur mancando ancora una schedatura sistematica e una validazione scientifica completa, l’obiettivo è di creare una “casa comune” delle conoscenze, per favorire la verifica e la certificazione dei dati da parte delle istituzioni competenti.
Raccolta e analisi delle fonti istituzionali da:
MIC – Geoportale Nazionale dell’Archeologia
MIC – Idese, sistema informativo del Ministero della Cultura per la Sardegna
MIC – Catalogo dei Beni Culturali / Sardegna Cultura
RAS – Archivio storico della Regione Sardegna
1.065 monumenti.
Piano Paesaggistico Regionale (PNR – PPR – RAS)
5.375 monumenti
Raccolta e analisi delle fonti non istituzionali:
SardegnArcheologica – 8.765 monumenti
CRS4 – Nurnet – 6.572 monumenti
(Si veda la tabella di riepilogo di fig. 1)

Con questi dati è stato realizzato un portale WEB con mappe GIS a cura del DICAAR dell’università di Cagliari che riporta la sintesi dei siti unificati, consultabile all’indirizzo https://www.nuragicreturn.com/home
Dei 21.777 siti o monumenti dei vari archivi sono stati individuati 10.352 siti o monumenti univoci (pari al 47,5 %). Nei differenti archivi sono presenti delle posizioni che hanno coordinate simili o vicini, nomi non sempre uguali, spesso con varianti e denominazioni simili, ma che si riferiscono allo stesso sito o monumento.
Il criterio usato dal DICAAR per considerare la posizione univoca è stato quello di considerare una distanza di 250 metri tra le varie posizioni, oltre che naturalmente per il nome e la tipologia del sito. ( si veda il riepilogo di fig.2)
Da questa prima scrematura sono stati individuati 6.464 nuraghi delle varie tipologie, 997 insediamenti nuragici, 1.537 tombe di giganti.
Come dichiarato nella presentazione di La Sardegna verso l’Unesco si tratta di una schedatura ancora non sistematica e mancante di una validazione scientifica completa. L’obiettivo è di creare una “casa comune” delle conoscenze, per favorire la verifica e la certificazione dei dati da parte delle istituzioni competenti e consentire la più ampia analisi territoriale utile per la pianificazione della tutela e conservazione del patrimonio. Il traguardo finale è l’Atlante dei monumenti della Sardegna nuragica, costruito su basi metodologiche e finalità scientifiche unitarie e condivise, in collaborazione con le università sarde, il Ministero della Cultura e la Regione Sardegna.
Il progetto, già messo a punto con gli archeologi del Dipartimento DUMAS dell’Università di Sassari e LETTLIB dell’Università Cagliari, prevede la sperimentazione di un nuovo metodo di catalogazione dei beni nuragici, pensato per rispondere alle loro specificità e complessità. Nell’ambito del progetto Atlante, nel 2026 è prevista, a cura delle bibliografica Università, l’applicazione pratica del nuovo schema di catalogazione in alcune aree campione dell’isola, partendo dalle fonti bibliografiche e documentali fino a giungere alla ricognizione e verifica sul campo delle evidenze monumentali della civiltà nuragica.
Contributo della Fondazione Nurnet
Il contributo della fondazione Nurnet all’Atlante della Sardegna Nuragica è stata l’elaborazione dei record contenuti nell’archivio del geoportale Nurnet e del portale SardegnArcheologica. La fusione delle informazione è avvenuto tra 8.776 record di SardegnArcheologica e i 7.508 di Nurnet che ha portato a individuare 9.520record univoci trasmessi all’Associazione “La Sardegna Verso L’Unesco”, che ha poi proseguito l’analisi con il contributo e l’unione degli archivi del PPR, RAS e MIC.
La tabella della fig. 3 riepiloga i dati del file nato dalla fusione dei due archivi di Nurnet e SardegnArcheologica. Da questa rielaborazione, che ha visto anche la ridefinizione delle categorie, il numero di nuraghi individuati sono 7.092 poi ridotti 6.464 (come indicato nella tabella di fig. 2) dopo la fusioni con gli altri archivi riportati nella fig. 1 a cura dell’Associazione “La Sardegna Verso L’Unesco”.
Ampliamento della banca dati.
Per ampliare e integrare ulteriormente la banca dati dei siti archeologici protostorici della Sardegna si può lavorare sugli archivi pubblici attualmente disponibili:
1 – Nurnet
2 – SardegnArcheologica
3 – Wikimapia
4 – Sardegna Geoportale
5 – Google Maps
6 – Wikipedia
7 – Piano Paesaggistico Regionale
8 – Le domus de janas decorate con motivi scolpiti della prof.ssa Tanda
9 – I nomi di oltre ottomila nuraghi del prof. Mauro Maxia
10 – I dolmen della Sardegna del prof. Riccardo Cicilloni
Il lavoro di aggregazione sulle fonti di tipo istituzionale è stato già svolto dal Progetto NuragicReturn – Verso un Atlante della Sardegna Nuragica, Curato dalla associazione La Sardegna verso l’Unesco, usando gli archivi del:
MIC – Geoportale Nazionale dell’Archeologia
MIC – Idese, sistema informativo del Ministero della Cultura per la Sardegna
MIC – Catalogo dei Beni Culturali / Sardegna Cultura
RAS – Archivio storico della Regione Sardegna
Ulteriore Attività.
Personalmente sto proseguendo il lavoro di aggregazione dei dati sugli archivi pubblici attualmente disponibili, utilizzando gli archivi dei geoportali di Nurnet, SardegnArcheologica, Wikimapia, Sardegna Geoportale e Google Maps che sono mappati con riferimenti di posizione geografica (Coordinata con Latitudine e Longitudine su mappe WEBGIS), gli elenchi di Wikipedia, gli elenchi delle domus de janas della prof.ssa Giuseppa Tanda e del Piano Paesaggistico Regionale chehanno riferimenti di posizione geografiche senza mappe WEBGIS e i dati rilevati dai libri “I nomi di oltre ottomila nuraghi” del prof. Mauro Maxia e “I dolmen della Sardegna” del prof. Riccardo Cicilloni che hanno invece la sola indicazione del comune di riferimento.
Il lavoro di aggregazione nasce dalla estrazione in file excel dei record dei vari archivi, resi confrontabili utilizzando le colonne con dati omogenei come coordinate geografiche con lo stesso formato, nome dei comuni e dei siti, tipologie di descrizione, ecc…
I dati dei portali WEB GIS di Nurnet e SardegnArcheologica sono ad accesso libero, come quelli di Wikipedia per i nuraghi e le tombe dei giganti. I dati di Wikimapia sono stati estratti con interrogazioni automatizzate, mentre quelle del Piano Paesaggistico Regionale sono stati estrapolati dal sito della Regione Sardegna in formato pdf per ogni provincia e poi salvati in formato txt e excel, trasformando le coordinate cartesiane presenti in coordinate geografiche. Gli elenchi dei dati contenuti nei libri “I nomi di oltre ottomila nuraghi” e “I dolmen della Sardegna sono stati scannerizzati e trasportati dal file txt a un file excel con i soli campi del nome, comune e note presenti. Devono essere anche recuperati i dati del Geoportale Sardegna.
Il lavoro di aggregazione dei dati dei 10 archivi aggiornati alla data odierna ha fornito un file con un numero di record pari a 51.798 siti archeologici come definito e riportato nella tabella di fig. 4. Il file contiene ovviamente dei record non univoci.
Dalla eliminazione dei siti non protostorici è stato generato un elenco non univoco di 48.687 record suddiviso per archivio (Fig. 5).

Gli archivi sono diversi e hanno tipologie di catalogazione, descrizioni e nomi spesso diversi o simili. Il lavoro di certificazione istituzionale sarà fondamentale per ridurre a unicità ogni singolo sito.
È necessario anche decidere, nel frattempo, come catalogare:
- le domus de janas se singolarmente o inserendole aggregate in necropoli (alcune hanno anche più di 10 domus de janas);
- definire le varie tipologie dei nuraghi come monotorre, complessi, a corridoio o proto-nuraghi;
- un monumento singolo che ha nelle vicinanze più tipologie di monumenti con diverse categorie, come nuraghe, tombe di giganti, fonti sacre.
Per semplificare il lavoro di selezione futura ho creato delle categorie unificanti che conservano le relazioni con le categorie degli archivi di provenienza tramite l’identificativo di ogni record di ogni singolo archivio. Nella fig. 6 viene riportato l’abbinamento delle categorie con il periodo storico e le singole tipologie dei monumenti.
Nell’elenco unificato di 48.687 record, ogni categoria o aggregato di categorie possono contenere dei multipli che vanno dal semplice duplicati sino al caso dei nuraghi che possono contenere anche sette duplicati contenuti nei sette archivi separati.
Altro lavoro da svolgere è recuperare i dati dei 57.070 toponimi forniti dall’istituto geografico militare (IGM) con le coordinate geografiche per analizzare e confrontare i toponimi come nuraghe, nuragheddu, nuraxi, N.ghe, ecc…, con l’elenco unificato di 48.687 record.
Diventa pertanto fondamentale ripulire il file dai record superflui e mantenere solo i casi univoci. Un lavoro lungo e paziente da completare con l’ausilio e la collaborazione degli esperti, appassionati e conoscitori del territorio.
Per rispondere alla domanda iniziale: quanti sono i nuraghi in Sardegna? Possiamo dire che al momento sono stati catalogati, ma non certificati, 6.464 nuraghi e che il loro numero può aumentare ancora con il proseguo delle ricerche e degli studi in corso.
Cagliari 26-12-2025. Renzo Trenta









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