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L’apparizione delle religioni

Monolite da 2001. Odissea nello spazio

Alle origini di civiltà.

dal video:

https://youtu.be/q_3Ir3LpXhc

Traduzione del testo dal francese di Trenta Renzo.

Qualsiasi civiltà ha bisogno di una storia in cui credere e la storia più potente è la religione. Ma come e perché la religione è diventata così influente? Che ruolo ha giocato nella nascita di civiltà?

Se vuoi pregare, qui è dove lui deve venire! Questi sono gli inizi della religione, così è come conosciamo la religione, serve per unire le persone, dà il senso di appartenenza, dà qualcosa di più grande di te. La religione nella tribù ha creato una società.

L’uomo non ha sempre vissuto così, per il 99% del tempo che ha trascorso la terra non aveva religione organizzata. Poi a poco a poco divenne sedentario, iniziò a coltivare la terra, a costruire città, a fare la guerra, a scrivere storie, a commerciare e ad adorare gli dei.

Ecco la storia di questo passaggio. 

I passaggi che hanno portato l’uomo verso la strada per la civiltà è una storia che ritroviamo nel mondo intero , in Medio Oriente, nell’America centrale e nel sud-est asiatico. Ovunque le religioni sono le fondamenta della civilizzazione, con questo i nostri antenati hanno abbozzato, senza consapevolezza, i principi fondamentali che ancora oggi governano la nostra esistenza: è così che è nato il mondo moderno

La civiltà che durò più a lungo nella storia del mondo è quella dell’antico Egitto. I faraoni regnarono per tre mille anni e i loro sudditi erano credenti. In Egitto nascono la civiltà e la religione che si fondono in una unica cosa.

Tutte le grandi civiltà adottano la stessa formula, la religione è il legame che li unisce l’un l’altro, come hanno capito gli antichi egizi.

L’archeologo Jeff Rose si dirige verso un’antica pozza d’acqua nel deserto a ovest delle cascate di Wadi El Rayan in località Nabeul tap la ja, oggi è un deserto ma sette o ottomila anni fa deve essere stato un prato ondulato con elefanti e giraffe. Molti pastori si trasferirono nella regione con le loro mandrie seguendo le fonti d’acqua disponibili. In questo luogo con l’arrivo delle piogge estive il bacino si riempie e tutti i gruppi si radunavano intorno al lago solo per la stagione umida.

Questi pastori hanno costruito un monumento sacro, è stato descritto come lo Stonehenge egiziano. La sua costruzione iniziò più di 7000 anni, anche se sembra un semplice impilamento di pietre, è uno dei più antichi siti religiosi nel mondo, è qui che si costruiscono le fondamenta della religione ed è qui che cominciò a emergere in quello che ora è un deserto.

Per più di due milioni di anni gli uomini sono stati cacciatori, raccoglitori e praticavano una religione, chiamata animismo; l’animismo è quando vedi il divino o gli spiriti della natura tutt’intorno a te, nella sabbia, le pietre, il vento e l’acqua. Da quando gli uomini sono passati all’allevamento degli animali e all’agricoltura è cambiata la loro visione del mondo.

Mentre cacciatori-raccoglitori vagavano liberamente per la regione, gruppi di uomini che possedevano mandrie sostavano in una stessa località con pascoli in abbondanza. Così è apparso un nuovo tipo di religione, quando gli uomini si dedicano all’allevamento la prima cosa che fanno è costruire luoghi sacri dove poter pregare e adorare gli dei.

Questo è il posto dove venire, quindi la gente venuta da ogni parte si riuniva in questo luogo per esercitare la loro adorazione nel sangue. Questo sito è enorme, 26 chilometri quadrati di pietra disposti in un cerchio, e in un tumulo le pietre più grandi, i megaliti, sono stati eretti verticalmente per formare linee regolari. Questi megaliti giganti, che pesano diverse tonnellate, sono stati probabilmente spostati e portati da parecchi chilometri di distanza; per farlo è richiesto lavoro e una organizzazione del lavoro collettivo. Si può presumere che abbiano dato un significato spirituale a queste pietre. E se questo è il caso abbiamo qui sotto gli occhi una specie di prototipo di chiesa. I primi monumenti furono tutti ispirati dalla religione, erano spesso schierati in una direzione specifica proprio come le pietre di Nabeul tap la ja. Probabilmente di questi megaliti c’era un’intera linea che puntava a nord, non avevano una bussola allora, e non avevano modo di sapere dov’era il nord, tranne quando si fa riferimento alla stella polare in un punto fisso nel cielo, ma è interessante perché noi sapremo della stella polare più tardi dalla religione egiziana. 

La stella polare egiziana sarà la porta verso l’aldilà, probabilmente osserviamo qui tutti le prime manifestazioni di fede Egiziane nell’aldilà.

Ogni religione, come l’uomo, è alla ricerca di un senso, di un ordine per spiegare perché le cose sono come sono. Immaginiamo che questo cerchio di pietre possa ben essere il più antico calendario dell’uomo.  Qui abbiamo due allineamenti di pietre, uno punta a nord verso il punto fisso della stella polare, e l’altro è orientato a 70 gradi verso il solstizio del 21 giugno. I raggi di sole nascente, allineato su questa linea, consentiva di conoscere il momento esatto in cui le piogge estive stavano per iniziare. Per noi un calendario è uno strumento della scienza che viene utilizzata per prevedere le stagioni, ma per gli antichi egizi aveva significato religioso. Non c’era discriminazione tra religione e scienza, in questo luogo le stelle, gli dei, le stagioni, il sole è tutto connesso. 

Il calendario più antico è situato a Nabta playa in Sudan, è la più antica scultura religiosa d’Egitto, questa pietra gigante non è un megalite ordinario è stato scolpito dalla gente di Nabta playa, alcuni vedono una forma di mucca con la testa e il busto che è stato trovato sotto una serie di megaliti crollati.

Per gli abitanti delle zona di allora la mucca era il centro del mondo, per gli allevatori la vita ruotava intorno alle mucche, per il cibo, la carne, il latte che loro fornivano. Una delle cose incredibili trovate a Nabta playa sono due giovani mucche sacrificate e seppellite nel terreno. Perché sacrificare una fonte di sussistenza così essenziale, forse si tratta di offerte fatte a dio per controllare la natura, per portare la pioggia e per poter continuare a sostenersi.

Quello che osserviamo qui sono gli inizi della religione, così come sappiamo che queste persone fanno appello agli dei per garantire che la natura porti ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere: è esattamente come la religione funziona oggigiorno.

La religione è apparentemente così connaturata all’esperienza umana che il nostro cervello è ricettivo alle idee religiose. Il neuroscienziato Andrew Newberg studia gli effetti della preghiera su credenti.  Studia diverse aree del cervello per vedere quali sono attivati ​​o disattivati durante gli esperimenti usando pratiche religiose o spirituali. Due immagini dello scanner una scattata durante la fase di preghiera e l’altra durante la fase di riposo mostrano che durante la fase di preghiera si nota che c’è un picco di attività, c’è in questo caso un aumento del flusso sanguigno nel lobo frontale, ed è ciò che osserviamo per tutti i compiti intellettuali che richiede concentrazione e attenzione. Ma pregare ha anche un impatto sul retro del cervello nel lobo parietale. In quest’area i processi cerebrali elaborano informazioni sensoriali che servono a noi per avere il controllo e ad aiutarci ad acquisire l’autocoscienza e gestire le relazioni che la nostra mente intrattiene con il mondo esterno.

Abbiamo accumulato molte prove che dimostrano che, quando le persone vivono esperienze spirituali molto intense, questo lobo parietale, che a volte in condizioni normali aiuta con la consapevolezza di sé, è disattivato. Vediamo che nella fase di riposo c’è molto sangue mentre nella fase di preghiera è disattivato, non resta in circolo molto sangue. Questa zona disattivata mette a dormire l’autocoscienza e attraverso questo pratica abbiamo questa sensazione di connessione e di comunione, dando l’impressione di essere un tutt’uno con l’universo e con dio.

Quindi sembra che il nostro cervello sia progettato per facilitare i pensieri religiosi o spirituali, permette loro di nascere abbastanza facilmente e aderire al sistema di fede dell’umanità, almeno per uno stragrande maggioranza delle persone. Culturalmente siamo sempre stati attratti dalla religione,  dall’alba dell’umanità fino a oggi quasi tutte le civiltà hanno incorporato una dimensione religiosa o spirituale nella loro concezione del mondo. La loro concezione dell’umanità è il modo con cui dovremmo comportarci in organizzazioni plurali e tutto questo serve per aiutare a creare una società coesa che permetta di sviluppare  una civiltà. Affinché una religione possa diffondersi deve essere condivisa e comunicata agli altri, la forma più forte di comunicazione e l’iconografia, con simboli e immagini.

Il deserto occidentale dall’Egitto è attraversato da molti wadi e il wadi è un fiume in secca che si riempie a volte provvisoriamente. Seimila anni  fa sicuramente il wadi stava ricevendo molta più pioggia,  così il luogo attirava gli allevatori dell’area con gli animali al pascolo e la stessa acqua ci ha lasciati lì la loro eredità. Nabta playa era il luogo adatto, è li che hanno costruito cerchi di pietre ed eretto megaliti. Qui hanno usato le pareti del canyon Awadi Bahrami per lasciarci centinaia di disegni scolpiti nella pietra, che ci introducono con  lo sguardo nel mondo di questi uomini che si sono radunati qui. La maggior parte dei disegni che vedi in questo canyon rappresentano animali, giraffe, gazzelle mucche, capre, struzzi e persino falchi. E’ interessante notare che questo uccello avrebbe poi svolto un ruolo centrale nella religione egizia. In questi disegni vediamo molte scene di caccia. Alcuni pensano che questi disegni erano usati per garantire una caccia fruttuosa o ringraziare quando la caccia era stata abbondante.

Personalmente penso che questi uomini cercassero di controllare la natura e di piegarla alla loro volontà. Quando guardiamo questo pannello è sorprendente notare la nascita di mucche e capre, e i custodi di mandrie qui rappresentate hanno il controllo fisico degli animali addomesticati: hanno imposto la loro legge alla natura. In tutte le civiltà emergenti gli uomini ricorrevano alla religione, per  imporre un certo controllo del loro ambiente e trarne benefici, per questo la religione offre la speranza della vita eterna. Qui c’è un disegno che rappresenta cinquanta piccoli uomini su una barca, c’è anche un personaggio che domina la scena. In tutto il mondo le opere d’arte antiche hanno un personaggio dominante, sappiamo che questo personaggio è Dio, God e Odino. Quindi possiamo dedurre che questo dio guidi queste persone nell’aldilà, ed è questo il seme che vedremo fiorire più tardi nella società egiziana. Compaiono anche alcune stranezze nelle opere parietali, strane sagome umane che indossano aste sulla testa che forse sono le corna o le piume di uno sciamano.  Uno sciamano è un intermediario tra dei e uomini, è una persona la cui funzione è entrare in comunione con il divino. Alcuni pensano che questi disegni siano stati fatti da sciamani in uno stato di trance, in queste condizioni, per queste persone sarebbe come passare da un portale terreno in un mondo ultraterreno.

Anche noi vediamo qui per la prima volta persone il cui unico ruolo è quello di comunicare con gli dei, con il divino, questi sono, in un certo senso, i primi sacerdoti.

 Lo psicologo Zaillian è uno specialista nel ruolo della religione come pilastro della civiltà. L’emergere del clero è una tappa importante, gioca un ruolo nello sviluppo delle prime civiltà, questi individui hanno il potere di raccogliere i credenti. Questa è una funzione importante nelle civiltà dove gli individui vivono in gruppi sempre più grandi e anonimi, è qui che entrano in gioco i sacerdoti  che trascinano, propongono riti e cerimonie, che comunica al popolo “ecco cosa condividiamo” e ciò che noi tutti crediamo, “per questo, con questo e in questo“ facciamo parte di questa comunità. I sacerdoti e gli sciamani svolgono questo ruolo dall’alba della civiltà.

La religione è apparsa contemporaneamente alle civiltà, ma direi che ha anche consentito alla civiltà di esistere, promuovendo la solidarietà sociale e creando comunità intorno a delle convinzioni fondamentali. La religione ha consentito a queste comunità di svilupparsi ed espandersi più facilmente, fin dai primi tempi la religione ha sempre offerto una motivazione un  obiettivo comune. In tutte le religioni i sacerdoti hanno sempre avuto il potere di plasmare il nostro pensiero, ma il potere ha senso solo se tu puoi portare i fedeli a seguirti ed è a questo che servono i rituali. 

Il misticismo islamico è guidato dai sufi, ogni settimana a Istanbul dei sufi danzano in uno stato di trance cercando così di avvicinarsi al loro dio e di avvicinare l’uno all’altro gli altri fedeli. L’antropologo Dimitris Ziga vuole misurare con uno strumento gli effetti di questo rituale sul corpo dei sufi; questi dispositivi controllano il livello di attività fisiologica misurando la frequenza cardiaca, la respirazione e la velocità di movimento. L’obiettivo è vedere cosa accade nel corpo dei fedeli durante questo evento. L’esperienza fisica di muoversi come un solo uomo è un modo per rafforzare i legami. Gli esseri umani hanno uno straordinaria capacità di coordinare il proprio comportamento. In un rituale come questo si vedono molte attività coordinate con movimenti sincroni improvvisi e poi quando i sufi bloccano il tutto la frequenza cardiaca di ciascuno di essi finisce per seguire la stessa curva: ecco cosa viene chiamata sincronia.

Noi abbiamo scoperto che partecipare ad un rituale coinvolge molte delle nostre energie. L’eccitazione e anche la sofferenza può portare a un sentimento di euforia; è un’esperienza simile a quella del maratoneta che si sente sfinito solo dopo diverse ore di sofferenza. Allo stesso tempo ha un effetto ormonale con maggiori implicazioni sociali, dà origine ad una sensazione e un’idea comune con il gruppo di cui si fa parte: qualcosa di più grande di te.

Questo ha notevoli effetti sulla lealtà dei fedeli verso il gruppo, sul loro comportamento l’uno verso l’altro, in altri li avvicina l’uno all’altro e in altri i loro cuori sono collegati. Siamo fratelli e la nostra amicizia cresce, ci si avvicina al prossimo, lui conosce me e io conosco lui, man mano che ci conosciamo il nostro affetto è cresciuto, i nostri cuori sono collegati, l’amore ci invade e noi siamo una unica cosa.

I riti erano senza dubbio uno dei meccanismi fondamentali che fanno riunire le persone e contribuiscono alla formazione, al mantenimento e alla coesione delle prime grandi comunità; possiamo affermare che l’uomo ha bisogno di rituali per vivere in comunità.

Cinquemilacinquecento anni fa il clima dell’Egitto diventa più caldo e più asciutto e provoca un grande sconvolgimento mentre la savana si trasforma, scompare la vita pastorale nel deserto, la valle del Nilo è ormai l’unica zona abitabile, è l’inizio di un’esistenza sedentaria, la vita agricola lungo le rive del fiume dipende dal controllo delle inondazioni estive. 

Con l’agricoltura arrivano i primi borghi e le prime città, questo nuovo modo di vivere ha profondamente influenzato l’evoluzione della civiltà. 

Nikon è una delle prime città erette lungo il Nilo e accogliere gli agricoltori, i mercanti, gli artigiani, i guerrieri, ma c’è anche un’élite e un capo ne rivendica il diritto di governare. I loro leader impareranno una lezione essenziale il loro potere sarà potenziato se è sostenuto dagli dei.

L’archeologo René Frydman conduce degli scavi da più di 20 anni, la sua squadra sta attualmente lavorando in un cimitero e proprio ora sta scavando sulla tomba 72, che era la tomba di un giovane che avevano tra i 18 e i 20 anni.

Siamo stati sorpresi di trovare dei resti quasi intatti nella tomba inserita in questo immenso complesso sepolcrale, che ha richiesto anni per scoprirlo. E’ stato un processo graduale, si ritiene che il giovane sepolto qui fosse un capo, forse il re di Nelken: quest’uomo è morto giovane ma il suo viaggio nell’aldilà ha avuto lo splendore funebre reale. Abbiamo trovato sul bordo della tomba all’esterno una grande quantità di oggetti, costituiti da resti umani e di animali; aveva uno struzzo, degli elefanti del bestiame selvatico e aveva anche animali domestici, così ha preso tutto il suo mondo con lui nell’aldilà. Ma a questo capo non era permesso riposare in pace, quando abbiamo scavato l’interno della tomba ci siamo resi conto che erano rimaste pochissima cose e quando abbiamo iniziato a lavorare di più vicino alla superficie di fondo abbiamo iniziato a scavare le cose e ci siamo arresi rendendoci conto che molti oggetti erano stati bruciati. Sì, pensiamo che potrebbe esserci stato un tipo di rivoluzione: ci sembra chiaro che queste ossa furono rimosse dalla tomba. La persona era stata riesumata, questo era l’obiettivo dell’operazione e che non erano interessati agli oggetti, era lui che volevano. 

Volevano impedirle di avere una seconda vita dopo la morte, perché la gente di Nelken se ne è andata portando via lo scheletro del loro capo. Quando vedi questo cimitero capisci quanto fosse ricca l’élite, poteva permettersi di avere un coccodrillo, babbuini, leopardi e nutrili con il cibo normalmente destinato agli uomini. Le persone ordinarie erano piuttosto povere e loro potrebbero averne avuto abbastanza dei loro capi. 

In ogni civiltà i governanti hanno bisogno di avere la legittimità  per governare ed è la religione che ha loro conferito la legittimità. Per prevenire ulteriori rivoluzioni i dirigenti dei Nelken hanno affermato che il loro potere veniva da dio, tutelati dal dio falco. Sul sito abbiamo scoperto alcuni delle primissime statue di falchi dell’antico Egitto. Uno è in malachite, ed è meravigliosamente intagliata, le ali sono separate dal corpo, questa scultura è straordinariamente in buone condizioni, perché è una pietra molto dura anche se molto fragile.

Il falco egiziano è uno degli animali più veloci del pianeta, può volare per più di 400 chilometri all’ora, prova ad immaginare com’era, lo vedi piombare per attaccare e colpire. Il leader voleva che il potere fosse efficace, veloce e potente. Il prossimo passo è diventare l’incarnazione vivente del dio; nel dire “guarda cosa ho fatto per questo dio, egli vive in me”, era un modo per il re di consolidare il suo potere perché era necessario superarlo per raggiungere il dio. Il re è diventato l’interfaccia, così è diventato il dio vivente.

L’età d’oro della civiltà egizia iniziò 5000 anni fa quando il basso e l’alto Egitto furono unificati da uno dei primi re. L’Egitto era ora un civiltà a sé stante, uno stato unito guidato da un re dio, un faraone. Possedeva un governo organizzato, una propria gerarchia sociale, una scrittura, la sua arte e la sua architettura. Tutto è cementato dalla religione, poiché per i faraoni egizi il fatto di collegare potere politico e divinità è sempre stato un concetto importante nelle civiltà umane. Ancora oggi i nuovo re e le regine cristiane, pretendono di essere investiti del potere divino, soprannaturale ed è un modo intelligente per assicurarsi il potere. Come opporsi a un re, se questo significa opporsi a dio; un’altra idea intelligente è stata associare divinità e sorveglianza, troviamo questo concetto nel dio Horus nell’antico Egitto. Esso guarda le persone con lo sguardo onniveggente per dare l’idea di un dio morale e diventa un nuovo concetto con lo sviluppo e l’ascesa di una civiltà più complessa e più ampia.  Questa idea ha iniziato a diffondersi: è stato ripreso nel giudaismo e poi nel Cristianesimo e nell’Islam. Nelle chiese cristiane né l’uomo, né la scienza vegliano sui fedeli, c’è il dio che vede tutto. Dio è vigile, onnisciente ma legato anche alla moralità, presiede ai giudizi, premia i buoni comportamenti e punisce il male. Può avere un effetto su come le persone si comportano; possiamo dire che le persone credenti che conosciamo sono per lo più delle buone persone.

Gli psicologi possono condurre esperimenti per sapere in quale misura la sensazione di essere guardato ha un impatto sul nostro comportamento. Un uomo sta cercando di raccogliere fondi per beneficenza, si trova all’uscita di un ristorante, in un’ora raccoglie 25 dollari, poi stando davanti a una chiesa raccoglie 70 dollari. Questa esperienza mostra che le persone sono più collaborative e generose quando incorrono in concetti religiosi o che sono vicine ad una chiesa; queste persone si sentono come guardiani della moralità ed si sentono sorvegliate da giudici, pensa anche alle norme morali, cosa è giusto, cosa è sbagliato e quindi sono più collaborativi e donano con più facilità.

Penso che questo sia una delle principali ragioni per cui la religione è stata un fattore di coesione nella storia umana, con poche deviazioni. Con questi simboli, con le loro convinzioni e i promemoria i religiosi ci permettono di sviluppare uno spirito di aiuto reciproco, verso sempre più persone e questo diventa una componente essenziale del funzionamento civiltà umane.

La religione al servizio della civiltà è una forza che unisce, da ispirazione, giudica e fa paura, ovviamente una sorveglianza è efficace solo se vi è una minaccia di punizione. E’ stato provato in molti studi che la minaccia delle sanzioni divine sembra essere più potente di una promessa di ricompensa: l’inferno è più potente del paradiso. Quando si formano civiltà e religioni nel complesso un prete può essere più efficiente di 100 poliziotti. Dio è onnipresente, ci controlla, i nostri giudici sono qui ma sono invisibili, quindi è facile dimenticare la sua presenza. Per gli antichi egizi la soluzione risiedeva nell’architettura per rendere visibile l’invisibile. Saqqara è un’immensa necropoli situata a sud del Cairo è qui che 4700 anni fa i faraoni egizi iniziarono a farlo; costruire cose in grande e proclamare la loro essenza divina. Invece di essere sepolto nel terreno esso voleva che una volta morto rimanesse visibile in superficie.

Secondo l’archeologo Luis Bertini questa idea è stata l’origine dell’espansione della civiltà egiziana. Il primo tipo di tombe costruite qui in Saqqara è ciò che viene chiamata la mastaba, che significa panca in Arabo. Quì è stata costruita una super struttura rettangolare sopra la camera funeraria fatto di mattoni di fango. Queste masse di terra potrebbero essere una evoluzione di quello che viene chiamato tumulo, un tumulo circolare che copriva il cadavere per segnalarne la presenza.

Queste terrazze sono probabilmente nate dalla credenza nel tumulo primordiale, che secondo la cosmogonia egizia emersa dalle acque dell’Oceano, che ricopriva originariamente la terra; sono un riferimento alla creazione quindi c’è una rinascita è una resurrezione dopo la morte.

Man mano che il loro potere cresce i faraoni chiedono tombe che durino eternamente, l’architetto reale Imhotep era il pioniere di una nuova architettura come segno divino per un dio re. Imhotep ha deciso di perpetuare la tradizione della camera funeraria ma introduce un cambiamento fondamentale.  Si assicura che i resti del defunto saranno eterni utilizzando un nuovo materiale che lui sperava duraturo, questa è la prima volta al mondo che la pietra è usata per costruire una tale struttura, questo materiale servirà come base per molte grandi civiltà. Ma Imhotep non si è fermato qui, il suo secondo colpo di genio fu progettare in grande. Doveva esistere un’architettura divina per raggiungere il cielo, dovevano cominciare con il costruire una mastaba, poi è stato ampliata la scala di accesso più volte, poi una seconda mastaba e poi una terza erano costruite sopra la prima fino a raggiungere e coprire il primo strato,  formando infine una piramide a gradoni.

Anche grazie ai vari testimoni nel tempo questa costruzione è stata considerata estremamente impressionante, prima di allora non si è mai visto niente di simile: impressionati dalle sue dimensioni ma anche dal suo materiale di costruzione fu molto apprezzata anche in seguito. Nella storia tutti i tipi di pellegrini sono venuti qui, re e membri dell’élite egiziane si sono fatti seppellire sul sito per  provare a stabilire un collegamento con questa prima grande piramide. Molte religioni del mondo hanno adottato questa idea di costruire in grande. Le grandi costruzioni li troviamo nel cristianesimo e li troviamo nell’Islam. Guglie, minareti, templi e piramidi che spiccano nel paesaggio danno un’impressione di monumentalità che ispira rispetto e ammirazione, e noi ci sentiamo collegati a qualcosa di più grande di noi, qualcosa di potente e di unico.

Nel corso della storia e fino al 19° secolo le più alte costruzione del mondo erano solo gli edifici religiosi, poi nel 1888 a Washington è stato costruito il primo monumento profano più alto del mondo che si ispira anche a un modello religioso; l’obelisco che si ergeva all’ingresso di tutti i templi dell’antico Egitto. Così il monumento architettonico secolare prende in prestito il simbolismo religioso per dire ciò che ha da dire.

I monumenti più riconoscibili della civiltà antica egiziana sono le piramidi di Giza, tombe gigantesche per i re divini, ciascuna di esse è composta da due milioni di blocchi di pietra che sono stati tagliati e messi a posto da migliaia di lavoratori senza pulegge o utensili in ferro. Secondo l’archeologo Ashraf Moise le pietre sono state spostate per mezzo di un sistema di rampe. 

Hanno costruito una rampa di sabbia che senza girare a spirale intorno alla piramide ha consentito di costruire la piramide dall’interno. Scavavano i passaggi e le stanze dell’interno verso l’esterno, salendo gradualmente livello dopo livello fino a cima della piramide. Quindi hanno coperto l’esterno del piramide con pietra calcarea bianca a grana fine.  La superficie era molto liscia, molto bianca, perché quando il sole sorgeva la sua luce si potesse rifletteva sulla piramide e così la piramide potesse brillare.

Più che un’impresa tecnologica la costruzione di ogni piramide era un atto religioso, un dovere divino. Quando costruisci una casa per il tuo dio tutti partecipano, perché è qualcosa di sacro. C’era il villaggio degli operai, limitato da un muro chiamato il muro operaio, c’era un grande cancello e gli operai andavano a lavorare ogni mattina per costruire le piramidi e di notte tornavano al villaggio. Abbiamo scoperto case e fabbriche di pesce salato, panetterie che alcune donne usavano per preparare il pane, abbiamo scoperto che tessevano anche abiti per i loro mariti lavoratori. Una volta si pensava che questi lavoratori fossero schiavi ma quando sono state portate alla luce le loro tombe gli archeologi hanno dovuto riconsiderare la loro ipotesi. Gli schiavi non avrebbero avuto il lusso di possedere una tomba, ma cosa incredibile è stata scoperta la tomba di un medico, un medico che si prendeva cura dei lavoratori. Si prendevano cura di loro come lavoratori e non come schiavi. Le squadre venivano reclutate in tutto l’Egitto per lavorare sul luogo, attratte dal prestigio di lavorare per la gloria del dio re. D’inverno il Nilo tracimava, tutto l’Egitto era sott’acqua, la maggioranza degli egiziani erano contadini che rimanevano a casa senza lavorare, allora il re li portava presso Saqqada e li usava per costruire la piramide e diede loro uno stipendio; così hanno partecipato alla costruzione della piramide, il progetto il più importante del tempo.

Si potrebbe facilmente immaginare le piramidi come un carico estremamente pesante per la civiltà, ma è esattamente il contrario, costruire tali monumenti per gli dei portano loro come ricompensa, coesione e crescita d’identità.

Non sorprende quindi che i grandiosi monumenti religiosi, che caratterizzano tante civiltà, oggi come nel passato, sono un ottimo esempio di cooperazione sociale tra tutti gli egiziani e tra tutti i membri di una nazione. Per consentire il successo del progetto gli egiziani parteciparono volontariamente perché volevano fare qualcosa per il loro dio e per la loro religione. Alcune civiltà contemporanee separano la chiesa dallo stato per mostrare che le antiche superstizioni sono state sostituite da valori secolari che sono la ragione e la scienza.

Eppure il nostro passato non è dimenticato, si prenda Washington, ci sono molti monumenti profani che santificano la nascita della nazione americana; per esempio il famoso memoriale di Lincoln o quello di Jefferson. Il monumento a Washington commemora la vita del primo presidente degli Stati Uniti, ma anche i suoi monumenti secolari sembrano edifici religiosi, sono santuari secolari. Per molti versi questi monumenti secolari servono allo stesso scopo dei monumenti religiosi di ieri e, anche oggi, sono il cemento sociale che unisce i cittadini in una grande comunità morale. 

Lo stato nazionale in questo è un esempio. La lezione della civiltà è chiara: quelli che hanno credenze comuni restano insieme, non importa in cosa credano, sia che si tratta di idee religiose o laiche, basta che un numero sufficiente di persone condivida la stessa credenza; questo andava bene per le prime civiltà e ciò è valido ancora oggi.

La religione è il motore più antico della civilizzazione.

2001. Odissea nello spazio.
Renzo Trenta

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