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Nascita fantastica di una nuova era.

Nascita fantastica di una nuova era antropica post pandemica.

Rappresentazione grafica del coronavirus SARS-CoV-2

La genesi.

Salvatore ascoltava i notturni di Chopin in cuffia mentre smanettava sul computer nella sua postazione di lavoro al Massachusetts Institute of Technology a Boston. Il suo lavoro consisteva nell’usare uno dei più potenti computer al mondo per fare domande attraverso algoritmi alle grandi raccolte di dati messe a sua disposizione dal centro di ricerche. Usava una connessione super veloce al Summit OLCF-4s, un supercomputer sviluppato da IBM, con 800 PF (PetaFLOPS) di potenza di calcolo. Da poco il suo computer aveva perso il primato di computer più veloce al mondo a favore di quello del Centro di Scienze Computazionali Riken (R-CCSa) di Kobe che, con i suoi 358.976 chip, era in grado di raggiungere una potenza di calcolo di 1245,5 PF. Salvatore, però, non se ne lamentava; con i suoi 800 PF riusciva ad avere dei buoni tempi di risposta alle domande che poneva alle sue banche dati su cui lavorava. Spesso usciva dal lavoro la sera tardi dopo aver lanciato la query (interrogazione alle banche dati) su cui aveva lavorato tutto il giorno, e la mattina successiva trovava la risposta del suo computer, che aveva lavorato tutta la notte in automatico e che forniva una ben articolata tabella di riscontro, con le risposte alle sue domande. Non sempre il risultato era ottimale e doveva ricominciare tutto da capo; fortunatamente il suo capo non gli metteva fretta, anche perché lui era persona meticolosa, precisa e testarda, come solo un sardo emigrato poteva esserlo. Salvatore aveva vinto una borsa di studio al MIT di Boston dopo la laurea magistrale a Cagliari in Computer Engineering and Artificial Intelligence con una tesi sui sistemi predittivi automatici nei data base di sistemi complessi. Aveva avuto la possibilità di utilizzare il computer più veloce in Sardegna, che apparteneva al CRS4 di Pula (centro ricerche della Sardegna, fondato dal premio Nobel in fisica Carlo Rubbia in collaborazione con la Regione Sardegna) per analizzare una serie di grandi dati, biomedici, anagrafici, geografici e genetici sui centenari della Sardegna centrale. Quella tesi pubblicata su una prestigiosa rivista scientifica gli aveva spalancato le porte al MIT, dove ottenne una borsa di studio sulla ricerca stocastica di fenomeni probabilistici nelle predizioni della durata della vita media umana. Dopo la pandemia del COVID-19 si erano verificate una serie di alterazioni nella durata media della vita umana che il MIT, su incarico dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS), doveva analizzare e approfondire. Salvatore fu coinvolto nella ricerca appena arrivò al MIT nel 2038, ma a distanza di un anno aveva ancora qualche difficoltà a mettere insieme i dati mondiali messi a disposizione dalla OMS e dai singoli stati Nazionali. Dopo diversi tentativi, nel suo gruppo di lavoro, avevano ripartito il lavoro suddividendo le query su banche dati riferite a macro aree diverse. Ogni membro seguiva le query in ogni singola macro area; Salvatore seguiva la macro area Europea. Tutti i risultati che otteneva portavano ad una riduzione media della vita umana nei vari paesi europei. Una forte riduzione durante la prima fase della pandemia e poi un incremento dopo la fine della pandemia in Europa nel 2023, ma già nel 2026 era ripresa la riduzione della vita media dei cittadini europei. Tutti i paesi europei avevano comportamenti statistici coerenti, pur partendo da dati iniziali leggermente diversi. Salvatore confrontò i dati europei con quelli dei suoi colleghi riferiti alle altre macro aree e scoprì che l’andamento statistico era simile in tutto il mondo. Alcune aree avevano un ritardo della curva di alcuni anni e altre di pochi mesi dovuto al tempo diverso di completamento della campagna vaccinale. L’OMS chiese al MIT di cercare le cause di questa riduzione della vita media che dal 2026 non sembrò più arrestarsi: lentamente ma inesorabilmente la vita media umana si stava riducendo, pur in presenza di un miglioramento delle condizioni ambientali, di una sostanziale eliminazione della fame nel mondo, di una eliminazione della pandemia del COVID-19 e la scomparsa di molte malattie endemiche in molte parti del mondo dovuta all’introduzione di nuovi medicinali che la scienza aveva messo a disposizione dopo i finanziamenti specifici sostenuti dall’OMS.

Anche molte malattie dovute ai comportamenti alimentari umani, come il diabete, l’eccesso della pressione arteriosa o il sovrappeso erano state efficacemente combattute. Dopo secoli di incremento della durata della vita media umana dal 2026 questa tendenza venne meno e se non si sarebbe trovata una soluzione a fine secolo nel 2100 la vita media umana sarebbe tornata indietro di 300 anni sino ai 60 anni dei primi anni del 1800.

Salvatore aveva notato tra i dati europei una increspatura statistica dei dati relativi all’Italia. Stranamente in Italia i dati della vita media, seppur di poco, erano in calo ma con una curva meno accentuata di quella europea. Decise di approfondire: controllò i dati italiani analizzandoli su base regionale e scoprì con grande sorpresa che in tutte le regioni la curva decresceva come nei dati europei meno che per la Sardegna, dove invece la vita media aumentava in modo lineare. Incredibilmente nella sua terra di origine veniva contradetta una tendenza che sembrava essere di ogni paese e di ogni regione a livello mondiale. Per scrupolo chiese a tutti i membri del suo gruppo di lavoro di controllare anche i dati regionali delle singole nazioni di ogni macro regione: dopo diverse settimane di lavoro nessuna regione a livello mondiale aveva presentato dati in crescita come in Sardegna. Cosa era successo in Sardegna dopo la pandemia del COVID -19 al punto da aver modificato una tendenza registrata a livello mondiale? Il suo capo gli chiese di approfondire la questione. Salvatore era la persona giusta per dare una risposta a questa domanda; era sardo, aveva studiato il fenomeno dei centenari Sardi e aveva i collegamenti giusti per cercare nuovi dati necessari per approfondire l’anomalia statistica di questa isola dopo la pandemia.

Giulio, 104 anni di San Sperate in Sardegna 

Nuova generazione di centenari.

Salvatore si mise al lavoro; analizzò tutti i dati in possesso del OMS, ma non riuscì a ricavarne delle indicazioni utili per capire cosa era successo. Le informazioni contenuti nei dati avuti dall’OMS non gli permetteva di capire perché in Sardegna la vita media umana aumentava in modo lineare in controtendenza con i dati a livello mondiale. Aveva bisogno di altri dati con informazioni aggiuntive su età dei vaccinati, tipo di vaccino inoculato, luogo di residenza e in particolare date di nascita, decesso e i dati sanitari per tutti i residenti in sardegna aggiornati  al 2139. Salvatore aveva ancora delle conoscenze al Crs4 dove avevano e potevano procurargli i dati necessari. Fece un telefonata al suo amico Iosto che gestiva i data base del Crs4; si informò sulla disponibilità dei dati che gli servivano e scoprì che, a parte alcune informazioni che avrebbe dovuto chiedere agli uffici della sistema sanitario della Sardegna, poteva fare affidamento su queste informazioni per portare a compimento la sua analisi. Informò il suo responsabile e gli chiese di formalizzare la richiesta ufficiale dei dati al Crs4 e al ministero della sanità Italiana  attraverso l’OMS.

Anziano pastore al lavoro.

Ci volle un po’ di tempo per superare alcuni vincoli sulla riservatezza dei dati da parte dell’autorità Italiana; fu necessario il diretto interessamento del ministro italiano alla sanità, attivato dal presidente dell’OMS. Salvatore ebbe l’autorizzazione ad accedere ad una cartella di un server del Crs4 dove erano state trasferite tutte le informazione richieste, si mise subito all’opera e faticò non poco per mettere ordine e indicizzare i dati ricevuti. Impegnò molto tempo per avere una banca dati affidabile, in particolare per unire i dati anagrafici con quelli sanitari attraverso il codice univoco del codice fiscale contenuto in entrambi gli insiemi dei dati. Il suo insegnante di informatica gli aveva sempre raccomandato una estrema attenzione e pulizia nell’analisi dei dati perché affermava che “da un insieme che contiene sterco puoi ottenere solo risultati che contengono sterco”. Aveva bisogno di tempo. Comincio a incrociare i dati e vennero fuori risultati davvero strani e interessanti. Dopo una serie di tentativi, scopri che la mortalità tra gli ultra ottantenni al momento del vaccino nel 2021 era stata negli anni successivi molto bassa, mentre tra le persone che che avevano avuto meno di 80 anni la mortalità era stata più alta. Una contraddizione davvero inspiegabile sulla base della comune logica statistica. Intanto l’informazione su questa anomalia statistica in Sardegna e sui loro studi era stata diffusa dall’OMS con un articolo sulla rivista internazionale Scientific Amarican. Il MIT comincio a ricevere molte richieste di informazioni da enti di ricerca che offrivano collaborazione e da ditte private che offrivano finanziamenti per portare avanti la ricerca. Salvatore fu nominato coordinatore di un gruppo di lavoro composto dai migliori statistici, matematici, informatici, epidemiologici, demografi, sociologi e biologi del MIT, ma continuò a lavorare senza montarsi la testa. Alla prima riunione decisero di analizzare i dati per ricavare le cause di morte della popolazione negli anni successivi al 2021, abbinando tutti i dati possibili alle singole persone che potessero influenzare l’analisi, malattie avute, lavoro svolto, medicine assunte, stato civile, e così via. Era un martedì e fuori stranamente pioveva. Salvatore guardò fuori dalla finestra dove un corvide volava alla ricerca di cibo, poi si concentrò sulle tabelle che il gruppo delle query gli aveva fornito poco prima e iniziò a farle scorrere sullo schermo posto sulla parete. Man mano che le tabelle venivano mostrate c’erano interruzioni e richieste di chiarimento delle persone del gruppo di lavoro a cui rispondevano le persone che le avevano preparate. Alla quarta tabella venne rilevato un dato strano per gli ultra ottantenni nel 2021. Le cause di morte sino al 2039 erano dovute in prevalenza a cause accidentali: incidenti d’auto, domestici e pochi casi di tumore e cardiaci. In particolare la media dei decessi era stata del 10%. Incredibile, il 90% era ancora in vita a distanza di 18 anni, chi aveva 80 anni nel 2021 ora ne aveva 98 e chi ne aveva 90 allora oggi ne aveva 108. Dei 370 ultracentenari in vita nel 2021 oggi erano ancora in vita in 303 con una media di decessi del 18%. Cosa era successo? Per capire si decise di analizzare i dati anche per i cittadini vaccinati con età inferiore agli 80 anni. Nella riunione successiva si capì che i dati della mortalità per questa fascia di età in Sardegna era decisamente più alta rispetto alla media degli anni precedenti al 2021 ma inferiore alla media statistica al livello mondiale tra gli anni 2021 e il 2039 e si collocava piu o meno a metà strada. Insomma i sardi morivano ma con una una media ponderata più bassa per la fascia d’età oltre gli ottant’anni dal 2021 rispetto alle altre fasce d’età più basse. Era necessario a questo punto concentrare l’attenzione sulla causa di morte  dei cittadini con meno di 80 anni nel 2021:  trovarono una minore incidenza di cause accidentali e una maggiore mortalità per malattie,  ma non riuscirono a capire la causa di questa differenza. Salvatore cercò di tornare con la memoria al 2021 quando aveva 19 anni, in casa erano tutti preoccupati per il nonno che aveva 75 anni e conduceva una vita attiva occupandosi delle sue vacche nel terreno di famiglia in un paesino del centro della Sardegna. Ricordò il giorno in cui accompagnò suo nonno dove fu vaccinato con il Pfizer-BioNTech. Suo nonno era ancora in vita, e alla veneranda età di 93 anni andava ancora in campagna a seguire le sue vacche con l’aiuto del figlio sessantottenne, ormai in pensione. Il padre di Salvatore era stato vaccinato con Astrazeneca qualche mese dopo suo nonno. Salvatore interruppe il flusso dei ricordi ed ebbe una  illuminazione e si chiese: ma non sarà causa del tipo di vaccino? Si misero subito a lavorare su questa ipotesi. Riuscirono a capire che nella fascia di età sotto gli 80 anni nel 2021 chi fu vaccinato con Moderna e Pfizer-BioNTech aveva avuto la stessa mortalità media dei cittadini con oltre 80 anni nel 2021, vaccinati tutti con Pfizer-BioNtech. Mentre che era stato affinato con Astrazeneca aveva avuto una mortalità più alta. Avevano trovato il nesso di questa anomalia: ora bisognava capire cosa implicava il tipo di vaccino inoculato sulla aspettativa di vita in Sardegna. Si presero la briga di controllare anche nel resto del mondo ma non trovarono nessuna differenza statistica sulla mortalità sulla base del tipo di vaccino inoculato. Il suo capo decise che era giunto il momento per Salvatore di tornare in Sardegna con un buon finanziamento per recuperare i dati necessari per svelare il mistero. 

Centenaria al telefono

Causa della mutazione genetica.

Salvatore arrivò in Sardegna e comincio subito ad interrogare le autorità sanitarie della Regione, ma non trovò nessuna risposta valida alle sue domande. Certo, loro sapevano che era successo qualcosa negli ultracentenari Sardi ma non avevano fondi sufficienti per svolgere l’anamnesi e indagare le ragioni dell’allungamento della loro vita media. Salvatore parlò con il suo amico Iosto che lavorava al centro di ricerca della Sardegna il CRS4 e scopri che era stata fatta, intorno all’anno 2000, una indagine su 13.000 anziani che vivevano nella zona interna dell’Ogliastra dove era maggiore la presenza dei centenari; indagine sostenuta anche dal Centro Nazionale delle Ricerche Italiano. Furono prelevati i campioni del sangue per indagare i cromosomi e i geni del DNA dei volontari, conservando anche una ricostruzione precisa delle discendenze dei donatori. Salvatore prese contatto con la società che gestiva la banca dati di questi campioni di DNA e con i fondi che aveva a disposizione acquistò i diritti di accesso alle loro informazioni. In quella banca dati i ricercatori avevano individuato, nell’analizzare il cromosoma Y, l’accumularsi di mutazioni genetiche di tutte le generazioni passate a partire da 2.000 d.C. sino a 200.000 anni fa, data della comparsa dell’uomo moderno. Questi studi avevano aiutato a conoscere meglio alcune malattie come il diabete e la sclerosi multipla, entrambe più diffuse tra i sardi, rispetto al resto della popolazione mondiale. Altro dato ricavato da questi studi è stata l’individuazione di una componete genetica che aveva portato a modificare la lunghezza dei telomeri, che sono le strutture del DNA dalla cui lunghezza sembrano essere strettamente collegati i processi di invecchiamento umani. Più i telomeri sono lunghi più il DNA e le cellule si riproducono senza danni garantendo la longevità. Questi dati, da soli, non bastavano a completare l’analisi perciò Salvatore coinvolse le università sarde e il CNR per ripetere a distanza di 40 anni le stesse analisi sui superstiti dei 13.000 volontari del 2000 e ad ampliare le ricerche con nuovi individui. Con i finanziamenti ricevuti dal MIT in accordo con il suo responsabile, l’OMS, il CRS4 e le l’università di Sassari e Cagliari fu costituita una società che assunse il personale necessario per avviare il programma dei prelievi e rilevare i dati necessari. I prelievi vennero fatti ai 13.000 volontari del 2.000 ancora in vita e furono estesi ad un ulteriore campione di 20.000 volontari distribuito in tutta l’isola, anche nelle zone costiere, vennero raccolti dati epidemiologici, ambientali e genetici ritenuti utili per la ricerca. Salvatore fece prelevare campioni ematici anche a suo nonno, a suo padre e anche lui si sottopose agli stessi prelievi. Salvatore non si era fatto vaccinare a suo tempo perché era stato contagiato dal Covid-19 in forma asintomatica e per lungo tempo aveva avuto gli anticorpi ad un livello tale da escludere la necessità di sottoporsi al vaccino. Per avere ulteriori elementi di riscontro si fecero dei prelievi su una popolazione di 15.000 residenti in varie provincie Italiane. Ci volle un anno per completare la raccolta dei dati, la ricerca si svolse in particolare sulle varianti genetiche dei campioni analizzati nel 2.040 e quelli rilevati nel 2.000. Dall’analisi si scoprì che vi era stato un allungamento dei telomeri nell’arco di 40 anni nei soggetti vaccinati con Moderna e Pfizer-BioNTech, ma anche nei soggetti vaccinati con Astrazeneca, seppur in forma minore nei volontari che abitavano nei paesi lungo costa. Quando Salvatore venne a conoscenza dei dati sui telomeri, fece controllare anche il suo DNA e scoprì che anche lui aveva dei telomeri allungati in modo paragonabile a quello di suo padre e di suo nonno. Tutti i superstiti dei 13.000 volontari che avevano fatto i prelievi nel 2.000 avevano avuto la vaccinazione o avevano avuto l’infezione del Covid-19 nel corso degli anni e avevano avuto una modificazione del DNA con un allungamento dei telomeri. Furono mobilitati i più grandi laboratori genetici del mondo per sequenziale il DNA dei campioni prelevati. In buona parte dei campioni di DNA prelevati nei cittadini residenti nella Sardegna centrale venne rilevata una variante genetica nel cromosoma Y che venne battezzata “Nur Midiglorian” che si era presentata nel corso del tempo in un periodo intorno al 1200 a.C.. Queste varianti di origine epigenetica si formano anche in presenza di cambiamenti ambientali che producono eventi stressanti nell’organismo, che reagisce lasciando un’impronta a livello della metilazione del DNA. In sostanza era successo intorno al 1200 a.C.. in Sardegna un cambiamento ambientale tale da produrre nelle generazioni seguenti una alterazione genetica che, oltre a produrre effetti negativi nella popolazione Sarda di allora, aveva consentito a distanza di 3.240 anni di distanza un effetto positivo in presenza di un agente virale invasivo come il COVID-19. Gli studiosi conclusero che questa particolare mutazione aveva salvaguardato la popolazione sarda dagli effetti negativi del COVID-19, con una maggiore protezione dell’infezione, ma aveva prodotto anche una ulteriore modifica del DNA con l’allungamento dei telomeri, causa dell’allungamento medio della vita umana in Sardegna di circa 20 anni, in particolare nei soggetti più anziani che avevano un maggiore purezza della discendenza Nuragica; conservata in prevalenza nelle zone interne della Sardegna della Barbagia e dell’Ogliastra.  La variante sull’allungamento dei telomeri non era stata causata dal differente tipo di vaccino usato ma dall’infezione stessa del Covid-19. Alcuni professori di paleo-archeologia dell’università in Sardegna trovarono una coincidenza temporale tra la genesi della variazione genetica “Nur Midiglorian” e la fine della civiltà nuragica che fu travolta da eventi traumatici intorno al 1150-1200 a.C.: venne ipotizzato come causa di questi eventi una siccità prolungata o una epidemia così grave ed estesa che portò la Civiltà dei Nuragici al declino. Infatti, intorno al 1200 a.C., non vennero più costruiti nuovi Nuraghi e vennero riutilizzati quelli presenti con altre funzioni di difesa o come templi.

Doppia elica del DNA

Questa variante genetica fu studiata e riprodotta in laboratorio e attraverso terapie geniche introdotta in cavie attraverso cellule staminali opportunamente modificate. I risultati furono stupefacenti, anche perché lo sviluppo scientifico nel frattempo aveva studiato e portato a maturazione le cure geniche.

L’OMS, sulla base di questi risultati, decise di avviare una campagna mondiale per introdurre la variante “Nur Midiglorian” in ogni essere umano attraverso il prelievo di cellule staminali del paziente che opportunamente manipolate in laboratorio, con tecniche di ingegneria genetica, venivano reintrodotte con la conseguente modifica della sequenza del DNA desiderata. A Salvatore venne conferito il premio Nobel per la medicina per gli studi fatti, ma soprattutto per i risultati raggiunti sull’allungamento della vita media umana. Nel 2080 la durata della vita media umana era tornata in linea con i livelli ante-pandemici e vi erano buone possibilità di arrivare ad una vita media umana di 120 anni entro la metà del secolo successivo. Per questo nei libri di storia questo secolo fu chiamato il secolo della nuova era antropica Nuragica.

Racconto fantascientifico di Renzo Trenta

Nuraghe millenario
Renzo Trenta

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