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Crociera in Patagonia 2014 (4 settembre, partenza da Piriapolis, Uruguay)

Navighiamo verso sud in direzione del porto argentino di Mar del Plata che dista 220 miglia nautiche.

Ci svegliamo e Danilo prepara la colazione. Caffè e latte con fette biscottate. Prendo confidenza con la barca che è attrezzata con cucina e forno a gasolio, riscaldamento con Webasto e con acqua calda del motore, desalinizzatore a osmosi inversa, tre pannelli solari, generatore eolico, generatore a traino con elica, timone a vento, fiocco e trinchetta avvolgibili e tutto il resto. La barca ha anche la possibilità di vedere dall’interno, attraverso una cupola, la situazione esterna, in modo da non uscire in pozzetto quando il tempo non è buono. Tutte le scotte sono rinviate in pozzetto e dall’interno è possibile gestire il pilota elettrico, sia in automatico sia in manuale con uno stik, e il comando dei due winch elettrici. C’è molta cura dei particolari inerenti alla sicurezza in questa barca; la parte estetica è meno curata ma, giustamente, posta in secondo ordine: la barca non andrà in Mediterraneo a far bella mostra di sé; deve, al contrario, affrontare un mare impegnativo.

Ci prepariamo e andiamo alle 9.00 nel marina per pagare l’ormeggio che costa circa 20 euro, poi passiamo dalla guardia costiera (che qui si chiama Ufficio Idrografico) per i visti di uscita. L’ufficio vuole essere avvisato della rotta che tracceremo e vuole avere conferma, via radio VHF, della partenza e dell’arrivo. In caso contrario dovremo aspettarci multe da pagare, come quella che è stata contestata a Danilo al suo arrivo a Piriápolis quando non è riuscito a trasmettere la rotta per un guasto al VHF dell’Ufficio Idrografico. Non ci danno il visto perché manca una firma del responsabile sulla remissione della contestazione fatta a Danilo. In attesa, andiamo a fare la spesa al supermercato che si trova più avanti. Sul lungomare ci sono delle strutture per le vacanze e anche un albergo in stile nordeuropeo. Alcuni palazzi sono simili a quelli di Magonza, in Germania, con tetti spioventi per la neve e travi di legno in vista, sulla facciata, atte a delimitare i lati delle pareti e delle relative diagonali. Facciamo la spesa con gli ultimi pesos uruguayani di Danilo. Torniamo in ufficio per ritirare il visto di uscita e questa volta è tutto a posto. Fornisco il mio passaporto per permettere di aggiungere i miei dati all’elenco dell’equipaggio, quindi possiamo andare al porto per organizzare la partenza del primo pomeriggio.

Pranziamo con una paella di carne e riso preparata da Danilo.

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Piriapolis

Piriápolis è una cittadina uruguayana a 98 chilometri a est della capitale Montevideo. Prima città termale del paese, riceve molti visitatori argentini e un numero crescente di brasiliani ed europei. L’asse principale della città è la Rambla de los Argentinos, il viale costiero. La risorsa economica più importante resta il turismo: hotel e casinò, parchi pubblici, centri religiosi, punti panoramici rendono amena la permanenza in città.

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Partiamo alle 16.00 con un vento da 20 nodi al lasco che è previsto possa giungere a 30 nodi da nord-est durante il percorso. L’acqua è di un colore nocciola uniforme a causa dell’estuario del Rio della Plata. Procediamo verso sud in direzione del porto argentino di Mar del Plata che dista 220 miglia nautiche. Ci vorranno due giorni di navigazione per raggiungerlo. Procediamo per 15 miglia e il vento comincia a rinforzare quando iniziamo a incrociare le navi che passano per il canale che le porterà a Montevideo e a Buenos Aires. Ne incrociamo parecchie e dobbiamo fare attenzione fino al superamento del flusso delle navi commerciali. Andiamo al traverso con solo genoa che viene avvolto o lasciato al rinforzo del vento.

Ceniamo con riso condito con yogurt bianco, peccato che quest’ultimo, comprato al supermercato, fosse leggermente dolce. Comincio il primo turno di guardia di tre ore alle 9.00. Il vento gradatamente rinforza sino a 30/35 con puntate sino a 40 nodi, le onde cominciano a crescere. Quando sveglio Danilo per il suo turno siamo sempre sui 30/35 nodi. La guardia si fa all’interno della barca uscendo in pozzetto per i pochi minuti necessari a fare la manovra, che in genere prevede la riduzione o lo svolgimento del genoa. Per il momento, durante la notte queste operazioni le ha fatte Danilo, visto che io non conosco ancora bene le manovre della barca. Non piove, ma ogni tanto degli spruzzi bagnano il pozzetto. Comincia a far freddo, mi metto un completo di fibra sotto e uno di pile sopra, doppie calze e, nelle ore più fredde, guanti e passamontagna. Ogni tanto si accende il riscaldamento della barca per tenere la temperatura intorno ai 20 gradi ma, restando fermi, i piedi e le mani soffrono di più. Al mio secondo turno la situazione è stabile: il vento è sempre forza 7 ma ha girato ed ora lo abbiamo al gran lasco. Facciamo la rotta per allontanarci da costa e guadagnare fondo che è intorno ai 20 metri a 24 miglia da terra. Procediamo velocemente con punte da 8 nodi di velocità, nelle 24 ore faremo 155 miglia. Danilo mi dice che durante il suo turno un’onda ha riempito il pozzetto. Ogni 20 minuti, dalla sfera trasparente posta nel tambuccio, controlliamo se ci sono luci di navi e ci accertiamo della situazione del mare e della regolazione del vento. Il timone automatico funziona regolarmente. Solo un paio di volte segnala una escursione fuori rotta con l’emissione di un cicalino, ma poi si riprende. Controllando il mare di notte possiamo avere una buona visione perché, nonostante ci siano nubi e manchi la luna a rischiarare, le creste delle onde che frangono diventano luminose grazie ai microrganismi presenti nel plancton che, in caso di accelerazione o di spostamento dell’acqua, emettono sostanze fosforescenti come le lucciole. Questo fenomeno, oltre a una vista eccezionale del mare notturno, concede uno spettacolo affascinante: un mare illuminato a raso con le cime schiumose delle onde nitide, brillanti, quasi avvolte da uno splendente alone di magia.

Tratta successiva navigazione verso Mar del Plata

Tratta precedente arrivo a Piriapolis

Interno della barca
Cucina
Piriapolis
Verso Mar del Plata

Renzo Trenta

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