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Crociera in Patagonia 2014 ( 5 settembre, in navigazione verso Mar del Plata, Argentina)

Dobbiamo cercare di arrivare davanti al porto di Mar del Plata al più presto per evitare il vento previsto da sud-sud-ovest.

Vado a dormire alle 6.00. Quando mi sveglio, dopo tre ore, facciamo colazione studiando con attenzione i movimenti della barca, accentuati dal forte moto ondoso. Danilo accende il motore per ricaricare le batterie che si sono esaurite durante la notte. Si sente subito il calore in barca grazie all’efficace riscaldamento interno che utilizza l’acqua calda del motore. Nel turno di Danilo ha preso a piovere intensamente. Verso le 10.00 del mattino passa una perturbazione con un abbassamento repentino della pressione, segnalata dal barometro, con una picchiata di tre punti verso il basso. Le previsioni davano un rinforzo a quest’ora, il vento aumenta e resta intorno ai 40 nodi di vento reale, con punte di 45/50 nodi. La barca balla sull’onda e procediamo a 7/8 nodi di velocità con solo tre metri di tela aperta. La barca regge bene il mare e la forza del vento; è anche molto sicura grazie alla possibilità di governo dall’interno. Un’altra onda riempie il pozzetto e solleva il paiolato e io mi godo lo spettacolo dall’interno, attraverso la cupola.

Gradatamente cala il vento. Viaggiamo a 25 nodi e pranziamo con pasta al ragù fatta in pentola a pressione. Procediamo in rotta, con una corrente a favore di 2 miglia e una velocità di 5 miglia sul fondo. Se tutto va bene arriviamo domani mattina all’alba. Verso le 17.00 cala il vento e dobbiamo mettere il motore per non ciondolare sull’onda ancora pronunciata. Nell’arco di poco tempo si è passati dal vento di 45 nodi alla necessità di mettere il motore.

Ceniamo con riso in brodo, insalata, salumi e formaggi. Inizia così il mio primo turno di guardia per questa notte. Mi affaccio nella semisfera trasparente, ma questa volta fuori è buio pesto, non ci sono onde frangenti e non ci sono le strisce fosforescenti che rendevano visibile lo stato del mare. A mala pena si riconosce l’orizzonte. Fortunatamente non ci sono luci di imbarcazioni in giro. Dobbiamo cercare di arrivare davanti al porto di Mar del Plata al più presto per evitare il vento previsto da sud-sud-ovest. Allo stesso tempo, se arriviamo prima dell’alba saremo costretti a ciondolare davanti al porto in attesa dei primi chiarori della giornata. Durante la notte ogni tanto il vento arriva a 20 nodi ma poi si placa: si placano le onde ma resta un mare incrociato man mano che ci avviciniamo. Arriviamo un’ora prima dell’alba e dobbiamo metterci alla cappa con trinchetta a collo sopra vento e timone riscontrato. Andiamo comunque a 2 nodi verso sud-ovest per via della corrente. Quando scartocciamo all’altezza delle imboccature del porto mettiamo motore e ci spostiamo verso nord-ovest per recuperare strada a nord. Nell’attesa facciamo colazione. Finalmente albeggia e possiamo entrare in porto facendo attenzione a passare vicino al fanale rosso per evitare i bassi fondali vicini al fanale verde. Entriamo cavalcando le onde e finalmente ci ritroviamo al sicuro. Per ormeggiare nel marina si deve passare l’ingresso con una sbarra metallica. Fortunatamente è sollevata perché una barca a motore che porta dei pescatori della domenica a cercare le grandi prede sta uscendo. Entriamo e ormeggiamo all’inglese alle 7.00 sul pontile galleggiante, su indicazione del custode notturno dello Yacht Club di Mar del Plata.

Tratta successiva arrivo a Mar del Plata

Tratta predente partenza da Piriapolis

In navigazione verso Mar del Plata
In navigazione verso Mar del Plata
In navigazione verso Mar del Plata
In navigazione verso Mar del Plata
In navigazione verso Mar del Plata
Mar del Plata
Arrivo a Mar del Plata
Porto di Mar del Plata

Renzo Trenta

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