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Crociera 2014 in Patagonia, 7, 8, 9 e 10 settembre, sosta a Mar del Plata, Argentina)

Sosta a Mar del Plata

Ci svegliamo presto, facciamo colazione, mettiamo in ordine la barca. Io faccio l’inventario dei prodotti alimentari che abbiamo a disposizione. Oggi andremo a fare un po’ di spesa e cercheremo di capire dove trovare servizi e negozi per reperire il materiale mancante. Oggi è domenica ed è tutto chiuso. Fortunatamente troviamo un supermercato aperto e compriamo i prodotti alimentari di maggior peso per la navigazione che ci attende. Rientriamo in barca e sistemiamo le provviste. Pranziamo con risotto alla zucca e patate che preparo in pentola a pressione. Ci riposiamo un po’ e andiamo in centro per acquistare indumenti invernali. Mi servono per completare il corredo che non ho potuto portare in valigia. È una bella giornata di sole. C’è molta gente a passeggio sul lungomare, i ragazzi si divertono nei parchi giochi e tanti altri corrono lungo i larghi marciapiedi che costeggiano il mare. C’è anche molto traffico automobilistico e le macchine guidate da giovani che sfrecciano con musica ad alto volume non passano certo inosservate. In acqua si vedono bagnanti che, con la tavola, cercano di cavalcare le onde oceaniche ancora alte dopo il vento del giorno prima. Come i sub indossano tute nere protettive, così, dalla strada, sembrano tante foche scure che si bagnano e giocano sulla spiaggia. Arriviamo in centro e parcheggiamo a fianco a una fontana che reca delle iscrizioni: è un monumento che ricorda i nomi dei ragazzi ventenni morti o spariti durante la dittatura militare degli anni ’80. Passeggiamo per le vie centrali, prendiamo un caffè e poi andiamo in un centro commerciale dove compro un paio di scarpe da ginnastica di riserva, una coperta pesante di pile, due federe, calzini pesanti e una maglietta in materiale sintetico. Rientriamo dopo una passeggiata e ci dedichiamo al riposo. Io scarico dal WIFI dello YCA (Yacht Club Argentino) i giornali, anche quelli dei giorni precedenti. Rientro in cabina e comincio la lettura delle notizie, aggiornandomi sugli ultimi eventi. In prima pagina c’è la crisi in Ucraina e Siria: brutte storie di guerre e di dolore per chi le deve subire. Speriamo che tutto si risolva presto.

il giorno 8 settembre andiamo in centro per cambiare gli euro in pesos argentini e per prendere un’altra scheda dati che metterò nel mio iPad. Facciamo dei giri per i negozi di nautica per comprare un pezzo di catena di ferro zincato per il grappino che ho portato dall’Italia, due secchi, la bandiera argentina, bombolette di gas butano e un bidone nuovo per la benzina del motore del tender. I negozi vicini al porto, contrariamente a quelli del centro, hanno tutti le grate antifurto e l’apertura elettrica delle porte, come nelle nostre gioiellerie.

Rientriamo in barca e pranziamo con risotto ai funghi. Il pomeriggio lo dedichiamo ai lavori da fare in barca: Danilo smonta il generatore eolico che non funziona bene; io verifico la perdita sul fondo gonfiabile del canotto. Nonostante la sostituzione del cuscinetto, il problema al generatore eolico permane. Probabilmente un avvolgimento ha qualche spira in corto circuito, di conseguenza funziona bene solo con vento forte. Nel gommone troviamo la perdita nella valvola di collegamento del piano di appoggio e la deriva gonfiabile verticale che serve a dare stabilità al gommone in navigazione. Sostituiamo due anelli di tenuta e l’attacco del tubo di collegamento e rimontiamo il tutto. La perdita si riduce ma non si annulla completamente, servirà gonfiare ogni tanto il fondo per mantenerlo in pressione. Si è fatto buio. A lavori compiuti rimettiamo tutto in ordine e ceniamo con pasta alla carne e melanzane. Alle nove di sera siamo già a letto a riposare.

Il giorno 9 controlliamo la cambusa per stilare un elenco delle quantità dei prodotti da acquistare in mattinata, prima di riportare la macchina noleggiata. Compriamo 80 litri di gasolio, li mettiamo in taniche e poi li riversiamo nei serbatoi in barca, prima di recarci alla dogana per presentare la documentazione per l’accesso in Argentina. Completata l’operazione ci dicono che, prima della partenza da Mar del Plata, dobbiamo avvisare. Gli impiegati della dogana che arrivano in ufficio si salutano tra di loro con un abbraccio fraterno. È un’abitudine che mi sorprende: noi siamo abituati a un rapporto più formale. Andiamo quindi al supermercato per fare la spesa. Ci riforniamo di provviste che basteranno per un mese di sopravvivenza. Si tratta di prodotti a lunga conservazione come vino, latte, pelati, tonno, formaggi, biscotti, frutta, ecc. Spendiamo 2600 pesos, poi andiamo a riportare la macchina dal Rent Car. Paghiamo 1680 pesos per i tre giorni di utilizzo. Effettuo una ricarica di 200 pesos alla scheda prepagata dell’operatore Claro in un piccolo bar nelle vicinanze e ne approfitto per prendere anche un buon caffè ristretto. Cortesemente, il titolare del Rent Car ci riaccompagna al porto e ci fa vedere la zona residenziale della città, indicandoci alcuni ristoranti dove mangiare piatti di carne e di pesce. Scarichiamo la spesa e salutiamo il gentile titolare dell’autonoleggio. Portiamo in barca la spesa con un carretto messo a disposizione dallo YCA, la riponiamo nei gavoni e pranziamo con uova e pancetta. Il riposo è d’obbligo. Nel pomeriggio io lavo il frigorifero con aceto e ripongo in ordine il contenuto. Danilo rimonta il generatore eolico. Poi vado a fare la doccia e a scrivere questo diario che era rimasto indietro. Per cena avevamo concordato di andare al ristorante ma rinviamo al giorno successivo. Ceniamo in tranquillità, con minestrone di verdure. Leggo i giornali arretrati e mi rattristo: su La Nuova Sardegna della domenica precedente, è riportato il necrologio per la morte di Mario Tavera che conoscevo per motivi politici da quando avevamo fondato il “circolo progressista” e da quando lui frequentava il movimento “Città mia”. Avevamo partecipato a tante riunioni, era un’ottima persona, ultimamente era deluso dalla politica. Lo invitavo spesso alle nostre iniziative politiche e lui partecipava con interesse. Non sapevo che stesse male. Eravamo coetanei. Sono molto dispiaciuto per questa nuova assenza: questa morte mi ricorda quanto il nostro percorso in questa fase della vita diventi sempre più solitario, molte persone conosciute non ci sono più, la nostra generazione comincia a lasciare il passo alle nuove. Bene per le nuove generazioni; male per le vecchie. Il ciclo della vita si compie e noi attendiamo “come d’autunno sugli alberi le foglie”. Ungaretti docet. Ma c’è chi, come questo vecchio che si crede ancora giovane, se ne va a cercare il ramo da cui cadere su un albero piantato su una barca a vela che naviga per i mari del sud. Chissà quanti mari e quante sirene ancora potrà vedere questo vecchio testardo.

Oggi 10 settembre ci svegliamo con il sole ma con vento fresco. Facciamo colazione e cominciamo i lavori della giornata. Danilo cuce la cerniera della protezione della randa che si è rovinata. Io passo l’aspirapolvere e pulisco l’interno della barca. Poi, insieme, sciacquiamo il gommone con acqua dolce per poterlo riporre dentro la barca una volta asciutto. Dovremmo utilizzare il timone a vento e non possiamo portare il gommone appeso sullo specchio di poppa. Con forte vento diventa superficie utile per spingere la barca quindi, per sicurezza, non è il caso di lasciarlo appeso a poppa. Non possiamo tenerlo neanche a prua perché impedirebbe la visuale dall’interno tramite la semisfera trasparente. Finito di lavare il tender ci prepariamo per andare al centro della città con l’autobus pubblico. Compriamo una scheda e la ricarichiamo con 50 pesos. Serve per pagare il biglietto in autobus. Prendiamo il 511 che ci porta sino alla piazza centrale San Martin. Cambiamo un altro po’ di euro e prendiamo un caffè al bar. Io passo nel negozio dell’operatore Claro per verificare la ricarica alla scheda dati che ho acquistato ieri. Mi confermano che la ricarica è avvenuta e mi fanno sapere che verranno scalati 4 pesos al giorno, a prescindere dall’uso che ne farò. Prendiamo un taxi che ci porta al ristorante consigliatoci dal titolare del Rent Car. Mangiamo carne mista alla griglia, salsiccia condita con cannella, con patate fritte e un buon vino rosso. È un pranzo abbondante per due persone, tanto che alla fine ci portiamo in barca i resti per mangiarli a cena. Spendiamo 400 pesos, circa 14 euro a testa. Rientriamo in barca con un taxi, fotografo sul piazzale dello YCA un pentolone recuperato in Antartico che serviva per sciogliere il grasso delle balene e dei leoni marini e un’ancora della goletta con cui Sir Ernest Shackleton ha navigato in Antartico. Danilo torna in bicicletta al ristorante dove pensava di aver dimenticato gli occhiali; in realtà gli erano caduti nel piazzale e il custode me li riconsegna appena rientro in barca, dopo aver scaricato i giornali. Quando Danilo rientra ripieghiamo il tender che si è asciugato e lo riponiamo all’interno nella dinette accanto al tavolo.

Serata di riposo e cena con patate lesse e verdure. Non riusciamo a consumare la carne avanzata: il pranzo abbondante ci ha appesantiti troppo. La mangeremo domani. Andiamo a dormire.

Tratta successiva navigazione verso Quequén

Tratta precedente arrivo a Mar del Plata

Mar del Plata
Ancora della goletta EMA
Mar del Plata
Monumento all’amore a Mar del Plata

Renzo Trenta

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