• Menu
  • Menu

Crociera 2014 in Patagonia, 7 ottobre Porto Deseado e fine della crociera, Argentina)

Porto Deseado e fine della crociera.

Ci svegliamo con il sole. Una bella giornata ci attende. Ci spostiamo vicino al molo del circolo nautico, andiamo a terra e facciamo le pratiche di arrivo presso la Prefettura marittima di Porto Deseado.

Nell’ufficio della Prefettura è appesa una carta, la delimitazione delle zone di pesca in Atlantico: un reticolo ortogonale delimita i riquadri di mare da assegnare ai vari comuni che si affacciano sulla costa argentina della Patagonia. Il provvedimento è stato necessario per evitare conflitti di competenza e scontri tra i pescatori.

Appena liberi, giriamo per la cittadina che ha l’aspetto di un posto di frontiera. Facciamo la spesa e rientriamo in barca.

Ho una discussione con Danilo circa la strategia più vantaggiosa di bolina per arrivare prima a destinazione quando si ha un obiettivo posto sopra vento alla tua posizione. Io sostengo che, a parità di condizioni, è più vantaggioso avere un angolo maggiore di bolina poggiando e avere maggiore velocità della barca sul fondo. Danilo, invece, ritiene sia meglio stringere al massimo il vento, orzando, anche a costo di ridurre la velocità della barca sul fondo. Non riusciamo a metterci d’accordo. La soluzione sarebbe poter misurare la VMG (Velocity Made Good) o velocità di avvicinamento al punto di arrivo. Ora ci sono molti dispositivi cartografici che la calcolano. Non è un compito semplice perché dipende fortemente dall’attrezzatura della barca, dalle condizioni meteorologiche, dal peso della barca, dallo scarroccio, dalla corrente, dallo stile di conduzione e dalla regolazione delle vele.

——————————-

Puerto Deseado, nella provincia di Santa Cruz, è una cittadina argentina che sorge alla foce del río Deseado,
Fu Magellano il primo a toccare il fiume nel 1520. Poi, fu la volta della flotta inglese, composta dalle navi Desire, Hugh Gallant e Content, del corsaro Thomas Cavendish, il 17 dicembre 1586. Gli inglesi, giunti all’estuario, battezzarono l’area Port Desire col nome dell’imbarcazione ammiraglia. Restarono lì dieci giorni e infine ripresero il loro viaggio.

Nel 1670 il capitano inglese John Narborough giunse alla foce del Deseado e reclamò l’area come dominio di Sua Maestà. Nel 1770, dopo uno scontro armato con la flotta spagnola presso le isole Falkland, la corvetta inglese Swift fece rotta verso l’estuario, tuttavia, una volta giuntavi, andò a scontrarsi contro una roccia e affondò. Successivamente, lo spagnolo Antonio de Biedma y Narváez fondò nel 1780 un primo insediamento che dovette però essere abbandonato dopo soli quattro anni. Nel 1790 la Real Compañía Marítima tentò nuovamente di colonizzare l’area costruendovi un forte, che tuttavia fu definitivamente abbandonato nel 1807.

Nel 1883 il capitano italiano Antonio Oneto fu inviato ad esplorare la valle del río Deseado. Dopo una perlustrazione del territorio egli inviò un rapporto a Buenos Aires dove sollecitava la fondazione di una colonia lungo il fiume. Oneto, nominato nel frattempo governatore della nuova città, tornò nella capitale argentina dove reclutò i primi 25 coloni. I nuovi abitanti giunsero a Puerto Deseado nel luglio 1884, tuttavia fu solamente l’anno seguente, con l’arrivo del bestiame, che la colonia poté iniziare a svilupparsi economicamente e a crescere.

————————————————-


Fine della crociera.

Io purtroppo devo rientrare in Italia per problemi in famiglia e concludo in anticipo, a Porto Deseado, il viaggio che doveva portarmi sino ad Ushuaia. Sarà per una prossima volta. Faccio i bagagli, saluto Danilo, e inizio un lungo viaggio in autobus e poi in aereo per rientrare a casa, con i colori e i panorami della Patagonia impressi nella memoria e il ricordo imperituro di questa magnifica terra australe.

Danilo proseguirà il viaggio verso Ushuaia da solo, senza aspettare i compagni di viaggio per l’ultimo tratto, ma non riuscirà a passare il canale di Magellano per via delle condizioni meteo avverse. Tornerà indietro, lungo la costa atlantica dell’Argentina e del Brasile, prima di rientrare in Europa.

Da parte mia, sulla scorta di questo viaggio, ho deciso che è giunto il momento di comprare e allestire una nuova barca, più adatta a realizzare il giro del mondo in barca a vela. Ho maturato in questi anni l’esperienza giusta per trasformare questo sogno in un nuovo progetto. Un sogno che per tanti anni ho riposto nel cassetto, come un libro difficile da leggere. Dopo venti anni di preparazione, però, sono pronto a leggere quel libro e ad affrontare la nuova avventura.

Al momento della partenza verso la Patagonia mi mancava un sentiero da percorrere, un impegno che sapesse coniugare il mio animo di viandante con quello d’agricoltore. Cercavo la pace dentro di me, dopo la morte di mia moglie. I viaggi che ho affrontato e le navigazioni impegnative mi hanno fatto trovare un nuovo equilibrio. Mi sento rigenerato, pronto ad affrontarne un’altra vita e a percorrere un nuovo sentiero.

Tratta precedente arrivo a Porto Deseado

Al pontile di Porto Deseado
Nave al porto Deseado
La mappa della della zona di pesca
Monumento storico a Porto Deseado
Porto Deseado
Murales a Porto Deseado
Sito storico della Leonessa a Porto DEseado
Murales a Porto Deseado
Renzo Trenta

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *