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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (11 luglio, Creta, Ierapetra, Grecia.)

Ci attende una navigazione di 43 miglia sino al porto di Ierapetra a sud-est di Creta.

Sveglia e colazione al suono della “Marcia trionfale” dell’Aida del nostro amato Giuseppe Verdi, quindi arie dal concerto di Aranjuez di Joaquín Rodrigo e il Rondò “Alla Turca” di Mozart.

La giornata si presenta bene. Ci attende una navigazione di 43 miglia sino al porto di Ierapetra a sud-est di Creta. Partiamo alle 8.30. Poco vento, andiamo a vela e motore.

Mi riposo leggendo un libro sulla decrescita felice di Serge Latouche, il borbottio costante del motore mi concilia il sonno e dormo una mezzoretta, mi risveglio e percepisco chiaramente il momento in cui comincio a sentire il rumore del motore. Tra il risveglio e la piena coscienza dei sensi c’è un ritardo di qualche frazione di secondo che posso percepire, si passa dal silenzio al rumore come se si attivasse un interruttore di una lampada al neon e si vedesse la luce della lampada con un po’ di ritardo. Sembra quasi che il cervello, come nei computer vada in stand-by, si concentri sui sogni e poi al risveglio abbia bisogno di ricollegarsi con i diversi sensori esterni, tra i quali le mie orecchie.

Scherziamo sulle tesi della decrescita felice, formuliamo una ipotesi risolutoria. Se, nell’arco di due generazioni riuscissimo a ridurre del 20% l’altezza del genere umano, cominciando da quelli del nord che sono più alti, potremmo ridurre i nostri consumi in proporzione del 20% risolvendo la scarsità delle materie prime e allungando la sopravvivenza del genere umano. Uccio dice di aver aderito alla decrescita felice già in fasce impedendosi di crescere come quelli del nord. Antonio, che è di Milano ed è per la crescita illimitata, invece è alto 1.82 e non intende limitarsi né ora né mai per evitare di usare la scaletta per chiudere gli osteriggi della sua barca. Uccio precisa di avere una barca di 7,7 metri dove non ha problemi per chiudere l’osteriggio, avendo la barca un’altezza utile interna di 1,60 metri.

Verso le 15.00 si mette il vento da ovest-sud-ovest e con questo procediamo verso Ierapetra.

Nasce una discussione sugli impianti fotovoltaici; Antonio riporta un calcolo riportato dalla rivista delle scienze in cui si afferma che un impianto fotovoltaico nella sua vita non produce la quantità di energia che è stata necessaria per produrre lo stesso impianto fotovoltaico. Gli dimostro con un po’ di calcoli che in 12 anni l’impianto si ripaga e che per altri 13 anni produce energia in esubero. Non solo, ci sono anche casi di pannelli fotovoltaici attivi da più di 25 anni.


La Costa da Lentas a Ierapetra è disabitata, riarsa dal sole e senza vegetazione, avvicinandosi a Ierapetra si vedono molte serre e ulivi sulle fiancate dei monti. Ierapetra è una città con prevalente attività agricola con qualche attività turistica. Arriviamo alle 17.00. All’imboccatura del porto c’è un fondale di 2,10 metri nella bassa marea, procediamo cauti.

Abbiamo qualche difficoltà a trovare l’ormeggio in porto, ma alla fine un pescatore ci rassicura sul fondale in fondo di fronte all’imboccatura. Ormeggiamo all’inglese su un fondale di 2,5 metri, abbiamo l’acqua potabile ma non la corrente elettrica. Io e Uccio andiamo in città a cercare un negozio Vodafone per risolve- re il problema della ricarica alla scheda WIFI, Peppone si piazza in un bar con WIFI free per le sue comunicazioni su FB, Antonio resta in barca.

Con molta difficoltà riescono a risolvere il problema alla Vodafone, devono togliere la scheda dal box WIFI, metterla su un loro cellulare, con quello fare la ricarica sul portale Web della Vodafone, ricaricare la scheda sul box WIFI. Credo di aver capito la ragione della mancata ricarica dal mio cellulare. Per farla era necessario disattivare la comunicazione dati del cellulare, attivare il WIFI utilizzando la connessione internet del box WIFI dove era posta la scheda da ricaricare e collegarsi al portale per la ricarica. Io avevo fatto l’operazione da un WIFI free di un bar perché non c’era segnale Vodafone utilizzabile, questo impediva il riconoscimento della scheda da caricare e dava segnale di errore.

Mi sono dilungato nella descrizione perché possa essere di aiuto ad altri che vogliano utilizzare le schede telefoniche della Grecia.

Rientriamo in barca portando il ghiaccio per il frigo. Andiamo a mangiare al ristorante per una grigliata di carne e di pesce. Grande discussione con Antonio che non vuol prendere in considerazione la possibilità di mettere una protezione in tubi di acciaio inox all’albero dove appoggiarsi quando si prendono le mani di terzaroli. Si era informato con la ditta Halberg Rassy che gli aveva segnalato l’impossibilità di installare la protezione per una scarsa tenuta sulla coperta della barca alle sollecitazioni trasmesse dalla protezione. Proprio oggi si è ormeggiata a fianco a noi un HR 38, la numero due della serie di produzione con bandiera tedesca, che invece aveva la protezione all’albero; il proprietario della barca ci conferma che lui aveva avuto problemi all’attacco dei supporti.

Tratta successiva Zakros

Tratta precedente Lentas

Porto di Ierapetra

Ormeggio al porto di Ierapetra
Ierapetra
Renzo Trenta

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