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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (13 luglio, Creta, verso Kasos, Grecia.)

In navigazione versol’isola do Kasos

Sveglia con “Marcia di Radetzky” di Johann Strauss, colazione e partenza per l’isola Kasos. Lasciamo l’insenatura di Zakros con poco vento, dopo aver salpato l’ancora fissata ai 25 metri di catena da 10 mm. Dietro la spiaggia di ciottoli si ergono le rovine minoiche del Palazzo di Zakros, il più piccolo dei quattro complessi dei palazzi minoici di Creta; era un importante porto che intratteneva rapporti commerciali con Egitto, Siria, Anatolia e Cipro. Non lontano da qui gli archeologi hanno ritrovato il cosiddetto inno di Zeus Dikteo, il più antico canto di pace. Nell’ala meridionale del palazzo, in una antica coppa hanno ritrovato delle olive che sono rimaste inalterate nel tempo immerse nella loro acqua. Ad ovest del tempio sono state rinvenute tavolette con esemplari di scrittura lineare A. Il palazzo fu costruito intorno al 1600 a.C. e distrutto nel 1450 a.C.

Partiamo a motore ma appena mettiamo il muso fuori dal promontorio che protegge l’insenatura arriva il vento da nord-nord- ovest, che cresce gradualmente sino a 15/20 nodi al traverso della nostra rotta. Abbiamo a riva la randa piena e il fiocco un po’ avvolto. Quando il vento arriva a 20 nodi prendiamo la prima mano di terzaroli. Ora la barca è più equilibrata ma siamo costretti a timonare, il pilota automatico non riesce a tenere la barca in rotta. Timoniamo a turno. Quando tocca a me devo tenere sotto controllo diversi elementi per tenere la rotta, tutti i sensi sono all’opera, con la vista devi scrutare l’orizzonte e fissare il promontorio dell’isola che si avvicina per valutare l’angolo della barca rispetto allo stesso, devi guardare l’angolo segnato dallo strumento che dà la direzione del vento rispetto alla barca, devi verificare l’angolo segnato dalla bussola e la direzione della rotta sul GPS cartografico, con le orecchie senti i rumori delle vele che sbattono al vento se non correttamente cazzate, senti il rumore del vento sulle sartie che ti indica la velocità del vento, i rumori della barca o di cime che sbattono, devi vedere il mare e le sue onde per capirne gli effetti che producono sul timone per anticipare una poggiata o una orzata. Con il tatto senti nelle tue mani il timone e le sue resistenze alla rotazione. Stando in piedi o seduto senti il tuo corpo che viene sballottato e devi cercare con i muscoli di riportare in equilibrio il corpo accompagnandolo nel movimento verso la stabilità. Sembra di stare sopra la groppa di un puledro da addomesticare, che scalcia per levarsi di torno le briglie e ritrovare la libertà di movimento. Ti senti come il generale americano nel film di Kubrick “Dottor Stranamore”, che a cavalcioni della bomba atomica, che viene lanciata dalle fortezze volanti americane verso il nemico, usa il cappello da cowboy per ululare alla luna il suo compiacimento.

In tutto questo riesci a percepire la bellezza di questo modo di navigare a vela, usando la forza della natura e la tua conoscenza per addomesticarla ai tuoi obiettivi di navigazione. Bellissima giornata, questo sì che è un bel giorno per navigare. Stiamo attraversando un pezzo di mare difficile in questa stagione per il meltemi che arriva anche a 30/35 nodi. Oggi Poseidone è stato clemente con noi e ci fa passare con soli 20 nodi di vento. La barca si innalza sull’onda, beccheggia e rolla spronata dal vento mite e guidata dal timoniere che non deve fare molti sforzi sul timone per governarla.

La barca ha un timone a ruota in legno circolare non troppo grande, sfrutta una buona progettazione dello scafo che rende minimo lo sforzo sull’acqua.

L’anno scorso abbiamo avuto problemi al timone quando eravamo sulla via del rientro a Brindisi. Nel porto di Messolongion avevamo avuto dei problemi di ormeggio, la barca non rispondeva ai comandi del timone, scendiamo in acqua per verificare ma sembrava tutto a posto. In qualche modo arriviamo a Ormos Astakou e si ripresenta lo stesso problema in fase di ormeggio alla banchina, dobbiamo metterci all’ancora. Verifichiamo, questa volta ci rendiamo conto che pur muovendo il timone la pala dello stesso non si sposta come dovrebbe. Blocchiamo la pala del timone in acqua e proviamo a ruotare, niente, il timone ruota ma non trasmette il movimento alla pala. Controlliamo tutti i rinvii del timone sino all’asse ma non troviamo nessun problema. Finalmente capiamo che il danno è nell’accoppiamento tra pala ed asse. Antonio per sicurezza aveva fatto ricontrollare questo accoppiamento dal cantiere per avere maggior sicurezza in navigazione, visto che lui aveva comprato la barca usata e la stessa aveva già 35 anni. Prendiamo atto della situazione e cerchiamo una soluzione. Programmiamo la prosecuzione del viaggio sino a Lefkas dove c’è un cantiere attrezzato per la riparazione. Decidiamo di usare il timone a vento per giungere a Lefkas. Costruiamo una serie di rinvii con bozzelli per governare a mano il timone a vento che è appeso nello specchio di poppa. Dobbiamo percorrere 30 miglia per arrivare al cantiere. Il giorno dopo proviamo e riusciamo a procedere con il timone a vento governato a mano, arrivano anche folate di 25 nodi. In qualche modo giungiamo al marina di Lefkas. La barca viene messa a secco. Si scopre che il cantiere che aveva fatto i lavori non aveva usato una chiavetta di blocco sull’asse di materiale adatto, da un’analisi la chiavetta è risultata di rame e stagno, e inoltre non avevano stretto bene il bullone che stringe la coppia conica che blocca l’asse del timone con l’asse posto nella pala in vetroresina. Riparato il tutto installando una chiavetta in acciaio inox, riprendiamo la navigazione senza altri problemi.

Non c’è cosa peggiore per un marinaio nel non avere la possibilità di governare la sua barca a causa di un timone che non risponde ai comandi. Per evitare queste difficoltà in ogni barca è bene prevedere un doppio o triplo sistema di governo, come una barra di rispetto, un timone a vento indipendente dal timone o un remo per vogare a bratto, come nelle gondole, da attivare all’occasione. La stessa cosa si può dire per le difficoltà che incontriamo tutti i giorni, avere più opzioni ti facilita la vita.

Improvvisamente parte la cicala della canna da pesca. Peppone si affretta a recuperarlo, ma è troppo grosso e si mangia tutto il rapala. Arriviamo che il vento cala e dobbiamo attivare il motore. Nel porto di Fry non ci sono posti nella parte più protetta riservata alle barche locali, dobbiamo metterci all’inglese nella zona dei traghetti, abbiamo acqua e luce. Controlleremo il meteo, se rinforza dovremo andare via, la zona è esposta al vento da nord. Cena con spaghetti aglio, olio, alici e pane grattato, cucina Peppone. Andiamo al bar a vedere la finale di calcio, tifiamo Argentina, ma vince La Germania.

Tratta successiva Kasos

Tratta precedente Zakros

Kasos
Porto di Fry a Kasos
Porto di Fry a Kasos
Porto di Fry a Kasos
Porto di Fry a Kasos
Renzo Trenta

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