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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 ( 14 agosto, Kea, Grecia.)

Navigazione verso l’isola di Kea.

Sveglia alle 7.30 e colazione. Antonio deve andare a pagare 15 euro per l’ormeggio, noi facciamo colazione. Ci prepariamo per la partenza, il vento non è ancora calato. Le previsioni danno una riduzione nel pomeriggio. Si parte con un problema al telecomando del salpa ancora, forse batterie scariche. Dobbiamo usare il comando in pozzetto con qualche difficoltà per la catena che salta dalla sua guida. Mettiamo due mani di terzaroli e proviamo a mettere il muso fuori dal porto, dobbiamo far rientrare la trinchetta, le raffiche a 30 nodi al traverso non ci consentono di tenerlo. Procediamo con la sola randa. Le raffiche aumentano man mano che ci spostiamo sotto costa, venendo giù dalla montagna dove si trova la fortezza di Exomburgo. Il mare è pieno di bianche spume d’acqua, ma con poca onda per la protezione dell’isola. Si procede a 4 nodi mentre il vento rinforza e arriva sino a 47 nodi dopo 10 miglia dalla partenza. Per raggiungere l’isola di Kea dovremo fare 42 miglia sotto la protezione dell’isola di Tinos e di Andros. Dopo 10 miglia cominciamo ad allontanarci dalla Costa di Tinos e le raffiche del vento si riducono. Superiamo a sinistra l’isola di Syros e poi prima di Gyaros il vento cala al punto di dover mettere tutta la randa e il genoa, e poi anche il motore. Dopo 20 miglia superiamo Gyaros e vediamo avanzare il vento dalla linea bianca di spuma che ci sta raggiungendo a prua. Mettiamo una mano alla randa e la trinchetta e affrontiamo i 20/25 nodi di bolina con onde che ora sono più formate. Facciamo di bolina le restanti 20 miglia che ci separano da Kea, con la barca che cavalca le onde al mascone. L’ultimo pezzo per arrivare al porto di Agios Nikolaou poggiamo e cala il vento, e lo facciamo a motore.

Completato l’ormeggio, con ancora e poppa in pontile, laviamo la barca per togliere il sale accumulato in navigazione. Poi con pinne, maschera e boccaglio faccio il bagno nella spiaggia vicino al porto, in acque non trasparenti.

Cena con spaghetti cacio e pepe dopo il pranzo con panini e frutta. Il cacio e pepe lo prepara Fabio, questa volta non rimette la pasta sulla padella ma versa la pasta calda scolata sul preparato di cacio, pepe e acqua di cottura predisposto a parte. Il formaggio però con la pasta calda si aggruma lo stesso. Non abbiamo più pecorino romano per fare altre prove, ma la prossima volta bisognerà far freddare un po’ la pasta e usare il formaggio più stagionato..

Passeggiata per la strada del molo con i negozi e i bar aperti sino a tarda notte frequentati prevalentemente da residenti locali e in misura minore da turisti. C’è un suonatore e cantante anziano lungo la passeggiata che canta canzoni greche tradizionali, ci fermiamo ad ascoltare e gli chiediamo di suonare il sirtaki, ma non ci capisce o non conosce la musica e continua a suonare le sue canzoni. Gli metto qualche moneta nell’astuccio del violino e applaudiamo quando finisce di cantare, ringraziandolo. Proseguiamo il giro per i negozi che vendono prodotti di artigianato locale. Stanchi, andiamo a dormire dopo una giornata intensa.

Tratta successiva Capo Sounion

Tratta precedente Tinos

Navigazione verso Kea
Kea
Ormeggiati a porto di Kea
Negozi a Kea
Notte di luna a Kea

Renzo Trenta

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