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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (16 luglio, Chalki, Grecia.)

Decidiamo di partire a maggioranza per l’isola di Chalki.

Ci svegliamo alle 7.00 senza aver deciso se partire per l’isola di Chalki o restare a Karpathos. Verifichiamo le previsioni del tempo che danno per oggi 15/20 nodi al traverso e domani 20/25. Ieri eravamo divisi in due gruppi sulla decisione da prendere, Peppone e io volevamo restare per visitare l’isola noleggiando una macchina e Antonio e Uccio volevano ripartire. Decidiamo di partire a maggioranza perché oggi il vento è più favorevole e perché Antonio non se la sentiva di lasciare la barca per andare in giro per l’isola. Ci diciamo che non siamo in grado di vedere tutto e che mai il tempo che abbiamo a disposizione nella vita ci consentirebbe di vedere tutto. Facciamo colazione ascoltando il “Trillo del diavolo” di Paganini.
Ci interroghiamo metaforicamente sulla direzione da prendere per il nostro viaggio terreno, Uccio dice che il fine ultimo della vita è la morte. Io dico che il fine ultimo della vita è la vita stessa, perché sino alla fine possiamo decidere che strada prendere prima della morte. Sostiene Uccio che in attesa della morte dobbiamo pensare solo a mangiare, a riprodurci e seguire virtude e conoscenza. Concludiamo la riflessione filosofica mangiando di gusto, il resto può attendere.

Antonio va in capitaneria a ritirare i documenti della barca che aveva lasciato e che hanno avuto difficoltà a ritrovare nei loro archivi, paghiamo 12,5 euro per l’ormeggio senza acqua e luce.

Molliamo gli ormeggi e recuperiamo le due ancore appennellate che avevamo filato ieri e partiamo, con una mano di terzaroli e il genoa. Poco vento all’inizio e poi 15 nodi previsti di bolina verso la meta.

Karpathos è un’isola stretta e lunga che ci protegge dal meltemi a nord. Mare piatto, il vento ci rende la navigazione di bolina piacevole. L’isola è montagnosa e con qualche sprazzo di verde nelle falde dei monti rivolti a sud; è lunga circa 50 Km, una strada tutta curve la percorre per intero, ci perdiamo la visita, che le guide assicurano interessante, del villaggio di Olympos, borgo con case tipiche della Grecia dell’interno, dove le donne indossano ancora il costume tradizionale. Peccato, rimandiamo la visita al prossimo viaggio o alla prossima vita.

Siamo in pozzetto, Uccio si vendica di tutte le unghie incarnite che gli ho pestato nei precedenti viaggi e mi dà un pestone involontario sullo stinco dove ho preso un colpo ieri saltando in banchina. Dolore, dolore, dolore. Per consolarmi vado in cuccetta a riposare e scrivere questo diario.

Vado poi in bagno, la barca è sbandata verso destra, il bagno è nella fiancata sinistra. Per chi non conosce questo piacere provo a descrivere la difficoltà di andare in bagno in queste condizioni. Per l’operazione più semplice i maschi possono stare in piedi, devono tenere il coperchio aperto, puntare i piedi sulla paratia sotto la porta del bagno, tenersi con le mani alla parete della fiancata e cercare di fare centro nella tazza. Operazione difficile e faticosa se il mare è agitato o mosso. Per le donne si rende necessario, stando appollaiate sulla tazza, tenersi con le mani sulla porta e con i piedi sempre sulla paratia sotto la porta. Ovviamente la cosa si complica nel momento di pulirsi, serve una mano libera per la carta igienica, e poi bisogna gettare la carta nella busta della spazzatura e non nella tazza per non intasare il delicato sistema di svuotamento con pompa manuale e con valvole di non ritorno. Ci sono anche i bagni elettrici che triturano tutto ma sono per le barche più evolute e divoratrici energia; non è il nostro caso.

Ho letto, da qualche parte, che un navigatore definisce la forza del vento e del mare in funzione di come si riesce ad assolvere ai bisogni corporali.

Forza 0, in porto senza vento e senza mare, in bagno come se fossi a casa.

Forza 1, sino a 10 nodi e poco mare, in bagno tenendosi con le mani.

Forza 2, sino a 20 nodi e mare mosso, in bagno seduto tenendosi con i piedi.

Forza 3, sino a 35 nodi e mare agitato, in bagno seduto tenendosi con mani e piedi, o all’esterno tenendosi al pulpito di poppa sottovento.

Forza 4, sono 45 nodi e mare molto mosso, in pozzetto in una bottiglia o in un bugliolo.

Forza 5, oltre 50 nodi e mare in tempesta, bisogna farsela addosso e attendere che migliori il tempo per la parte più solida.

Leonardo da Vinci ha scritto che alcune persone lasciano come unica traccia del loro passaggio terreno quello che transita nel loro tubo digerente per poi riempire i destri (cessi). Credo non si riferisse ai marinai, che tanta fatica fanno per assolvere a queste necessità corporali in cerca di nuove terre e di nuova conoscenza.

“Ecco alcuni che non altramente che transito di cibo, e aumentatori di sterco e riempitori di destri chiamarsi debono, perché per loro non altro nel mondo apare, alcuna virtù in opera si mette, perché di loro altro che pieni destri non resta.”

Ci affacciamo sul canale tra Karpathos e Chalki, il vento ora è al traverso tra i 15/22 nodi, procediamo con più onda nel mare aperto incrociando, diverse navi dirette al canale di Suez.

Uccio ci racconta la barzelletta del cri-cri in sassarese. La barzelletta è un indovinello così formulato:

Zuniari chiede a Protu “Car’è la cosa ca è verdi, s’attacca a lu muru e fazzi cri-cri?”
(Quale è la cosa che è verde, si attacca al muro e fa cri-cri)
Prutu risponde: “Il grillo”.

Zuniari dice “Risposta sbagliata”.
Prutu risponde: “La mantide religiosa”.
Zuniari dice “Risposta sbagliata”.
Prutu chiede: “Ma allora quale è la risposta giusta?”
Zuniari dice “L’aringa”.
Prutu obietta: “Ma non è verde”.
Zuniari dice: “La tigni” (La dipingi).
Prutu dice: “Ma non s’attacca a lu muru” (ma non si attacca al muro).
Zuniari dice: “L’attacchi”.
Prutu obietta sfinito: “Ma non fa cri-cri”.
Zuniari dice: “Ah! chissu se l’ha inventaddu ziu Antoninu pa complica’ li cosi”
(Ha! Questo l’ha inventato zio Antonino per complicare le cose).

In pozzetto si ride a crepapelle dopo aver fatto la traduzione per Antonio.

Verso le 5.30 arriviamo nell’insenatura di Chalki con vento a 25 nodi, all’imboccatura c’è uno scoglio non riportato nella cartografia del GPS della barca, c’era invece nell’App della Navionics che ho scaricato sul mio tablet. Con il vento forte riusciamo ad accostare all’inglese sul pontile in fondo alla baia e vicino al paesello. Bel posto caratteristico della Grecia. Un pugno di case sulle banchine, con le barche dei pescatori e vicino la spiaggia per fare il bagno, acqua trasparente e sul paseo lungo le banchine risto- rantini e bar con WIFI. I traghetti collegano con Rodi e sbarcano i pochi turisti che visitano questo luogo splendido. Bello e riposante per lo spirito inquieto e travagliato dei naviganti.

L’equipaggio approfitta e passeggia per le stradine, riposa e cena in uno dei ristorantini del centro. Facciamo amicizia con una coppia, lui spagnolo e lei argentina di origine italiana, hanno una barca a vela di nome Oxala con cui navigano per il Mediterraneo, ci danno alcune dritte per il porto.

Tratta successiva sosta a Chalki

Tratta precedente Karpathos

Chalki
Chaiki

Porto di Chalki
Luna sul porto di Chalki

Renzo Trenta

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