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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (17 e 18 luglio, sosta a Chalki, Grecia.)

Decidiamo di restare un altro giorno a Chalki.

Sveglia alle 9.00 con la “Ninna nanna” di Brahms, spostiamo la barca mettendoci nella parte interna ora che il vento è calato. Antonio smonta il pilota automatico che non teneva con un po’ di rinforzo del vento. Scopre che è un problema di taratura del registro che evita lo slittamento della cinghia sul tamburo. Viene ritarata la vite di contrasto, verificheremo in viaggio se tutto è risolto. Riposo per il resto della mattinata. Pranzo con saccottini di formaggio e carne, e un dolce preso alla panetteria. Compriamo due aragoste dai pescatori per stasera, da fare con spaghetti e insalata alla catalana.

La sera con Uccio e Peppone andiamo a visitare il museo locale, si tratta di una casa con arredi del primo Novecento, vecchie foto e cose raccolte dalla padrona di casa che ci fa pagare 8,50 euro per tutti e tre, in compenso ci regala rosmarino, alloro e limoni del suo orto.

Cena con noi la coppia spagnola di Oxala conosciuta ieri. Buona serata di chiacchiere, buon vino e buona comida (cibo).

Decidiamo di restare un altro giorno a Chalki, a Rodi non ci sono posti in porto sino a domenica, quando partiranno le barche noleggiate nel fine settimana.

Ci svegliamo il giorno dopo con calma e passiamo la mattinata da turisti rilassati, andiamo con Uccio a piedi alla spiaggia di Potamos che si trova dietro la collina del paese. Spiaggia splendida con acqua cristallina. Facciamo il bagno, prendiamo una birra e un caffè al bar sulla spiaggia e rientriamo in barca soddisfatti. Nell’andare in spiaggia incontriamo una postazione, vista mare, di militari annoiati posti a difesa del promontorio dall’assalto d’improbabili aggressori turchi.

Sembra un fortino del “Il deserto dei Tartari” del romanzo di Dino Buzzati. La Turchia non è lontana.

A fianco alla postazione militare c’è un pollaio probabilmente curato dagli stessi militari. Una gallina è finita sul ramo più alto di un pino e manda il suo richiamo disperato perché non sa più come scendere, un gallo le fa eco, non sapendo come aiutarla. C’è anche una piccola barca, lasciata vicina alla postazione posta nella collina, pronta all’uso in caso di aggressione e di diluvio universale. Il terreno dell’isola è disseminato di rocce che creano un aspetto arido e sterile. Per far crescere le piante i locali le innaffiano. Nella discesa verso la spiaggia c’è un piccolo cimitero vista mare, che ricorda quello di Porto Palma dell’Argentiera in Sardegna. È proprio un bel posto per essere sepolti. Molte case sono diroccate o in abbandono, in attesa che una mano pietosa, di esule che rientra alla propria terra, le possa riportare alla vita di un tempo.

È giunto il momento della doccia sul pontile e del bucato.

A cena preparo risotto con zucca, carote e patate, l’equipaggio sembra gradire.

Tratta successiva Symi

Tratta precedente arrivo a Chalki

Chalki
Porto di Chalki
Chalki
Museo di Chalki
Isola di Chalchi, barca a secco.
Buena comida
Sunkey a Chalki
Cimitero a Pontamos, Chalki
Renzo Trenta

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