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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (19 luglio, sosta a Symi, Grecia.)

Oggi ci attendono 26 miglia sino all’insenatura di Maratona a sud-est dell’isola di Symi

Ci alziamo e facciamo i preparativi per la partenza oggi ci attendono 26 miglia sino all’insenatura di Maratona a sud-est dell’isola di Symi. Le previsioni del vento dicono 20 nodi da nord-ovest. Paghiamo 30 euro per l’ormeggio di tre giorni al pontile. Facciamo cambusa per latte, acqua, frutta e uova.

Usciamo e mettiamo una mano di terzaroli e genoa non del tutto aperto. Andiamo di bolina e poi al traverso, con mare non troppo formato. Il timone automatico regge un po’ di più di prima, ma con i rinforzi di vento slitta ancora. Navighiamo veloci e incrociamo qualche barca a vela proveniente da Rodi. Arriviamo presto all’insenatura, il vento ci porta un odore di rosmarino che rende profumato e aromatico l’arrivo. Vento a 21 nodi contro, sino a quando mettiamo l’ancora in un fondale di 7 metri che degrada velocemente in acque cristalline. In fondo all’insenatura, spiaggia con poche case, un moletto e un ristorante. Faccio il bagno per controllare l’ancora, tutto bene.

Mangiamo qualcosa di leggero a pranzo, saccottini salati, panini e frutta. Un caffè e poi una meritata pennichella.

Ho finito di leggere “In Patagonia” di Bruce Chatwin per prepararmi al viaggio che farò a settembre da Buenos Aires ad Ushuaia nella terra del fuoco con una barca a vela di alluminio di un armatore piemontese.

Ho trovato tre frasi del libro per definire l’inquietudine dei naviganti.

A pag. 121 della edizione di Adelphi riporta:

Era un viandante notturno, straniero nel posto dove era nato, uno che vagava da un alloggio all’altro, incapace di mettere radici in qualsiasi luogo. Aveva, in modo accentuato, quello che Baudelaire chiamò “la grande malattia: l’orrore per la propria casa”.

A pag. 95 riporta: Il rischio non faceva che aumentare la sua fame di vita.

A pag. 181 riporta: Gli Yaghan erano nomadi nati… somigliano agli irrequieti uccelli migratori, che si sentono felici e intimamente calmi solo quando sono in movimento.

L’isola di Symi è meno brulla di quelle sino ad ora incontrate, ha diversi alberi (pino marittimo, ginepri) che le danno un aspetto più verde nelle gole dove l’acqua scorre verso il mare, e nelle colline dove contrastano le ampie parti di rocce assolate.

Ceniamo con frittata e insalata. Dobbiamo spostarci per la ridotta distanza da una barca a pesca fissata su un gavitello, intanto il vento rinforza e arrivano raffiche di 33 nodi. Il vento si rafforza sulle gole e si aggiunge ad una componente catabatica. Il capitano si alza diverse volte per controllare la posizione e l’ancora. La posizione la controlla con un telemetro che misura la distanza della barca dal muro di una casa sulla spiaggia, stiamo a 125 metri e per fortuna non ci spostiamo. Poi il vento cala e dormiamo più tranquilli.

Tratta successiva arrivo a Rodi

Tratta precedente sosta a Chalki

L’insenatura di Maratona a Symi
L’insenatura di Maratona a Symi
Tramonto nell’insenatura di Maratona a Symi
Renzo Trenta

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