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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 ( 17 agosto, Korfos, Grecia.)

Da Egina Il tragitto sino a Korfos è di 14 miglia.

Sveglia alle otto con musica di Chopin. Partiamo subito e non possiamo vedere il tempio di Afasia. Il vento è già a 20 nodi. Prima di partire facciamo la spesa e paghiamo l’ormeggio di 7 euro compreso acqua e luce. Rientriamo prendendo calamari per la cena e una bombola del gas che era finita. Tolgo la seconda ancora recuperandola con il gommone, salpiamo la seconda e mettiamo due mani di terzaroli alla randa dentro il porto e andiamo. Fuori c’è già mare e vento a 22 nodi di bolina, procediamo con trinchetta e randa con due mani. Il tragitto sino a Korfos è di 14 miglia, con il vento sul muso dobbiamo bolinare. Korfos è nella penisola del Peloponneso. Man mano che ci avviciniamo il vento rinforza. Prima 27/30 nodi vicino costa e poi a Korfos arriva a 42 nodi. L’ultimo pezzo di 2 miglia lo facciamo a vela e motore. Ci mettiamo in rada con doppia ancora appennellata. Arriviamo alle 16.00. Con questo vento salta la visita all’anfiteatro di Epidauro. Arrivano diverse barche noleggiate che si riparano nell’insenatura, il forte vento ha fatto danni, una barca arriva con la randa avvolgibile con un pezzo ancora fuori dalla sua sede tutta lacerata e parte del fiocco avvolgibile che non si chiude completamente. L’unico danno che subiamo è la rottura della borosa all’altezza dell’occhiello della presa di terzarolo. Quando si è rotta abbiamo sentito un colpo netto e poi abbiamo visto la randa in bando con il punto di mura sul boma che sbatteva. La borosa è abbastanza lunga, abbiamo rifatto il rinvio all’occhiello e la gassa sul boma e abbiamo proseguito di bolina. In rada il vento ha cominciato a calare in tarda serata, facciamo il bagno e la solita nuotata. L’acqua non è trasparente e il fondo e pieno di bottiglie, sedie di plastica, bicchieri, buste di plastica, un vero mondezzaio. Che tristezza.

Rientriamo in barca a nuoto dopo aver preso un po’ di sole nella spiaggia sassosa vicino al paese. Nella spiaggia c’era una bimba che aveva cominciato a camminare da poco e si divertiva a scorrazzare sulla ghiaia sorridendo ai bagnanti. Mi ha ricordato la mia nipotina Sofia. Rientro in barca e ceniamo con calamari in umido.

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