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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (21, 22 e 23 luglio, sosta e visita dell’isola di Rodi, Grecia.)

Visita all’isola di Rodi

Oggi 21 luglio, ci svegliamo con il quarto movimento della “Nona sinfonia” di Beethoven, sì, proprio “l’Inno alla gioia” della nostra Europa, non quella con duecento coristi, ma un arrangiamento più intimista per un quartetto d’archi. Ci prepariamo, scarichiamo i giornali al bar con WIFI, partenza con la nostra Fiat Uno noleggiata. Prima meta Lindos a 40 km, perla turistica della costa Orientale, con la sua acropoli e il tempio di Atena del IV secolo a.C., fondata dai Dori si trova su un promontorio sul mare a difesa di un porto naturale. Dall’altura circostante dove la strada di accesso domina l’insenatura, da un bel vedere, ci godiamo lo spettacolo sottostante. Lindos merita una visita, è piena di turisti che affollano le stradine che portano all’acropoli. Ci sono anche gli asinelli che con 5 euro ti portano sino in cima alla collina dove sorge la stoà ellenistica. Vediamo poco per la calca e rinunciamo a salire dietro agli asini.

Ci riproponiamo di tornare in un periodo dell’anno meno frequentato. Partiamo per la costa di sud-est dopo aver fatto il pieno di foto.

Lungo la costa la strada supera delle fiumare senza acqua di tale grandezza che fa pensare a piogge intense e concentrate in periodi limitati di tempo sui monti circostanti. Ne superiamo almeno 5 in 50 km. La costa è piena di piccole costruzioni incomplete da vendere o affittare ai turisti, prologo del disfacimento e del caos urbanistico del territorio già visto in altri luoghi. Arriviamo a sud e mangiamo a Pavlos in una taverna sotto una bella pianta ombrosa, il cibo non è all’altezza della pianta. Dopo pranzo proseguiamo per Kattavia e arriviamo alla costa sud-ovest dell’isola. La lunga spiaggia di ciottoli di Apolakkia invece è priva di costruzioni, probabilmente perché i turisti non apprezzano il meltemi e le onde che si sollevano sulla spiaggia. I colori del mare sono all’altezza del miglior Mediterraneo. Ad Apolakkia ci addentriamo verso Arnitha e il monastero di Agios Nikolaos. Troviamo il monastero con camere intorno alla chiesa dove si può dormire a richiesta senza pagare niente, antico retaggio dell’accoglienza dei monasteri. In una di queste stanze vive un uomo mingherlino e con gli abiti un po’ logori e sporchi che parla 7 lingue ed ha 83 anni. È nato in Egitto, ha vissuto in Australia ed ha fatto tanti lavori. Ha una figlia in Australia, la moglie è morta da due anni. Cercava una stanza a poco prezzo e ha trovato l’ospitalità del monastero, curato dal pope e da sua madre, lui ricambia con piccoli lavori e vive della sua piccola pensione. Ha l’aspetto di un uomo consumato dalla vita ma, sereno, vive con distacco questo suo periodo della vita; lui sì, sembra abbia trovato il luogo dove morire in pace. Ci ha raccontato tutto questo parlando un italiano fluente che ha imparato in Egitto da nostri connazionali compagni di lavoro. Lo salutiamo dopo avergli acceso la sigaretta che si era preparata da sé, ne fuma 4/5 al giorno. Vive con alcuni gatti di cui ha cura.

Proseguiamo e arriviamo al castello di Monolithos, costruito su un cucuzzolo di roccia inaccessibile che domina il capo Ag. Ge- orgios. Panorami mozzafiato con vista sulle isole di Chalki, Alimia e il codazzo di isolette circostanti.

Procediamo lungo la costa sotto le pendici del monte Attavyros il più alto dell’isola con 1215 metri di altezza e arriviamo al castello di Kritinia anche questo abbarbicato su uno sperone di roccia in difesa di improbabili aggressori provenienti dal mare. Dopo 20 km ci appare su un colle proteso verso il mare l’antica città dorica di Kameiros che conserva una pianta di una tipica città ellenica. L’acropoli in alto a difesa della città, con tutto attorno un dirupo che la rende facilmente difendibile, e con il tempio di Athena Kamitas, appena sotto una cisterna dorica e poi la via centrale che porta all’agorà con il tempio di Apollo posto al centro civico della città. La città fu distrutta e ricostruita nel 226 a.C.

In una panchina troviamo un italiano che rimpiange il governo della democrazia cristiana, e non ha una grande considerazione del popolo italiano, come molti italiani che incontriamo all’estero. Non ama neanche Renzi che considera un quaquaraqua.

Riprendiamo il viaggio verso Rodi e cerchiamo le rovine di Ialyssos che troviamo dopo 32 km, arriviamo alle 19.00, troppo tardi per completare la visita. Ci torneremo domani.

Arriviamo a Rodi, ceniamo con tortellini in brodo, passeggiamo mangiando un gelato. La giornata si può concludere con una buona dormita.

Ore 8.00 di martedì 22 luglio 2014. Rodi, Grecia.

Ci svegliamo e ci organizziamo per la visita a Ialyssos, non prima di aver acquistato filo per la canna e dei nuovi rapala, una bombola per il gas e la nuova pompa per il bagno in sostituzione di quella esistente le cui guarnizioni non tenevano più. Arriviamo a Ialyssos e visitiamo le rovine del tempio di Atena Polias, poste in cima ad una collina. Il sito di Ialyssos ha avuto presenze umane già nel periodo miceneo, poi dorico, ellenistico e bizantino. La storia ha lasciato per noi il monastero bizantino costruito intorno al 1000 d.C., con un campanile pieno di crepe per il cedimento delle mura di sostegno, e un battistero dei primi anni del cristianesimo, quando ancora il battesimo si faceva immergendo tutto il corpo del fedele nell’acqua. Il sito è pieno di pavoni reali con le piume colorate dei maschi al vento e le femmine più piccole con il codazzo dei pulcini. Un piacere per la vista cromatica delle piume che i turisti raccolgono per terra e si portano a casa come ricordo. Rientriamo a Rodi e mangiamo al ristorante prima del riposo: pomeridiano in barca.
Al risveglio andiamo in giro per la città vecchia insieme a tanti altri turisti, tra negozi e bar per le strade strette e tortuose del centro storico. Visitiamo il museo archeologico dove vediamo le sale di quello che una volta era l’ospedale costruito nel 1400 d.C. Una bella costruzione in tufo e tetti in legno. Un grande salone e tante stanze che una volta erano cucine, depositi e anche stanze con camino riservate ai malati più ricchi.

Di notevole nel museo c’è una piccola ma proporzionata statua di marmo di una bella Afrodite al bagno.

Proseguiamo visitando la piazza con la torre dell’orologio che svetta vicino al minareto, simbolo del sincretismo religioso e della stratificazione storica degli edifici dall’ottomano al cristianesimo. Arriviamo anche all’hammam (bagni turchi) che risulta chiuso da due anni.

Rientro in barca per mangiare la pasta con il pesto alla genove- se, prima di andare all’aeroporto per accogliere il prossimo membro dell’equipaggio che ci terrà compagnia sino a Brindisi.

Antonio intanto ha sostituito la pompa dell’acqua della tazza del bagno, ora funziona correttamente.

L’aereo di Saskia, una fotografa olandese che vive a Roma, arriva in ritardo e dopo le presentazioni e quattro chiacchiere in pozzetto si va a dormire.

Ore 8.00 di mercoledì 23 luglio 2014. Rodi, Grecia.

Dopo la sveglia, la colazione e i saluti, porto Uccio e Peppone all’aeroporto per prendere il volo che li porterà a Milano e poi ad Alghero. Ci salutiamo dandoci appuntamento a novembre, quindi rientro a Rodi. L’equipaggio restante si prepara e va a pranzo in ristorante. Insalata greca, octopus alla griglia, caffè e poi si va a fare la spesa prima della partenza per la Turchia prevista per domani.

Stiviamo le provviste in barca e ci riposiamo. Passeggiamo in centro, prendiamo un gelato e riportiamo la macchina noleggiata al Rent Car. Antonio invia un messaggio all’agente turco che deve preparare i documenti di accesso a Marmaris domani. Per la cena preparo penne al ragù con la pentola a pressione e lo tzatziki. Poco dopo il silenzio e il sonno prendono possesso della barca.

Tratta successiva da Rodi a Marmaris

Tratta precedente arrivo a Rodi

Costa Sud-Est di Rodi
Con Lindos alle spalle
Costa Nord-Ovest di Rodi

Lindos
Monastero di Filerimos
Ingresso del porto di Rodi. Il famoso colosso di Rodi poggiava i piedi dove ora si trovano le due colonne
Museo di Rodi
Sala del ex ospedale crociato di Rodi
Equipaggio uscente


Renzo Trenta

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