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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 ( 22 agosto, Kalydon, Pleuron e Oiniades, Grecia.)

Visita ai siti archeologici di Kalydon, Pleuron e Oiniades.

Oggi ci svegliamo e ci prepariamo per un giro in macchia nei dintorni della città. Andiamo all’ufficio del marina per noleggiare una macchina. Ci portano la macchina in marina alle 11 e partiamo verso la città di Missolungi per il giro programmato. Prima andiamo al negozio della Vodafone per ricaricare la scheda dati del WIFI, poi caffè e poi al bancomat di una banca. Ci informiamo sui siti archeologici da visitare e partiamo per le rovine di Kalydon, una città importante della Etolia nel periodo classico ellenistico. Secondo la mitologia greca la città è stata fondata da Kalydonas figlio di Aetolos che è il fondatore dell’Etolia. La città è collegata alla mitologia greca per la caccia al cinghiale della Kalydonia fatta da Melagros, re di Kalydon e figlio di Oeneas, con l’aiuto di Atlante. Kalydon è stata una delle cinque città dell’Etolia che ha partecipato alla spedizione della guerra di Troia con 40 navi, sotto il comando del re Thoas, figlio di Andraimonas, il tutto narrato da Omero nell’Iliade. Ci sono pochi resti evidenti negli scavi nel sito archeologico, ma vi è la particolarità dell’anfiteatro, non ancora completamente scavato, che evidenzia una orchestra rettangolare anziché semicircolare. Anche le file dei sedili più vicini all’orchestra sono disposte in linee rettangolari, verso la parte alta dell’auditorio i lati del rettangolo sono chiusi con archi di cerchio. Questa è una particolarità unica non riscontrabile in altri siti; sembra una forma arcaica di costruzione ancora non codificata. Il sito non è più sorvegliato da custodi e si trova vicino al terrapieno di una strada che ha sotterrato parte dei resti archeologici. Il declino della città inizia con la battaglia di Azio nel 31 a.C., quando i cittadini furono costretti a trasferirsi nella nuova città di Nikopolis, fondata da Ottaviano Augusto vicino al luogo della battaglia che lo vide vincitore su Antonio e Cleopatra. Probabilmente la città si schierò con Antonio e Cleopatra e ne subì le conseguenze.

Dopo ci spostiamo per visitare le terme romane di Agios Thomas, poste a poca distanza da Missolungi. Costruite probabilmente nel II secolo a.C., furono distrutte dal terremoto del 551 d.C. Successivamente furono utilizzate come cimitero dai cristiani. Delle terme sono ancora visibili le vasche di deposito delle acque fredde vicine alla sorgente, il Frigidarium, il Tepidarium, il Praefornium e il Calidarium. Il sito è presidiato, paghiamo 2 euro a testa per l’ingresso.
Andiamo quindi alle rovine della nuova città di Pleuron, posta 5 km da Missolungi verso nord-ovest. La vecchia Plevrona è citata da Omero tra le cinque città dell’Etolia che hanno inviato navi per la guerra di Troia. La città è posta su un torrione di roccia presso il monte Arakinthos, le mura della città sono ben conservate e hanno la lunghezza di 2360 metri con 36 torrioni e diverse scale di accesso. Le pietre usate per la costruzione sembrano mura del periodo maya del Sud America, lavorate e giustapposte nello stesso modo. L’interno, visitato con il sole a picco poco prima della chiusura giornaliera del sito delle ore 15.00, contiene un piccolo anfiteatro che sembra un odeon, l’agorà, uno stadium, cisterne enormi con muri interni per sostenere una copertura che proteggesse l’acqua raccolta, diverse costruzioni pubbliche e private. Il sito rileva una estensione notevole che ne fa una delle città antiche più grandi dell’Etolia. La città sembra abbandonata dai suoi cittadini più che distrutta da una guerra. Dai resti in posizione elevata si può vedere la fertile pianura sottostante irrigata tramite canali e con stagni salmastri per la produzione del sale. Uno spettacolo che rallegra i nostri occhi. Al rientro dalla visita il guardiano civede stravolti e ci offre gentilmente un bicchiere di acqua fresca. La città, come nel caso di Kalydon, venne abbandonata forzatamente dai suoi abitanti dopo la battaglia di Azio nel 31 a.C.

Si è fatto tardi e decidiamo di fermarci ad Aitoliko lungo il percorso per giungere a Oiniades, l’ultima delle città antiche che visiteremo oggi. Aitoliko è un villaggio costruito su un’isola piatta in fondo alla laguna di Missolungi. Ci fermiamo ad un ristorante dove mangiamo insalata greca e delle frittelle di zucchine molto buone. La stanchezza e il caldo ci costringono ad un riposo all’ombra sotto un albero di eucalipto in una spiaggia della laguna, le acque stagnanti si presentano con un forte odore di piante in putrefazione.

Dopo il riposo ci avviamo verso i resti della antica città di Oiniades, costruita sulla riva ad est del fiume Acheloos. È la seconda città più grande dell’Akarnania. Sorge sull’estuario del fiume e ha una posizione strategica significativa perché controlla l’entrata del golfo di Patrasso come anche le rotte marine tra l’Akarnania e l’isola di Lefkas, Itaca e Cefalonia. Dal V secolo a.C. era fornita di mura di difesa imponenti e dominava da una collina piena di querce. I resti risalgono sino a cinque secoli a.C. quando era conosciuta con il nome di Trikardos. Quando arriviamo il sito è chiuso dalle ore 15.00. Entriamo scavalcando un cancelletto, dove è ad attenderci un cucciolo di cane che ci accompagna per tutto il periodo della visita; visitiamo il teatro, posto ancora oggi tra splendide querce. All’interno delle rovine della città ci sono animali che pascolano, troviamo anche una pecora morta lungo la strada appena oltre il teatro. Proseguiamo lungo le mura di difesa del porto e arriviamo all’arsenale dove venivano messe in secco le triremi per i lavori. Si tratta di uno scavo fatto sulla roccia con uno scivolo verso il fiume che consentiva di trascinare l’imbarcazione verso l’alto. Sul fondo dello scivolo si vedono le tracce lasciate dalle chiglie delle navi. L’arsenale poteva contenere dalle 8 alle 10 imbarcazioni. Tra uno scivolo e l’altro ci sono delle colonne di pietra che potevano essere utilizzate per fissare le cime di traino e sollevamento. Un cantiere navale ben conservato che non ha eguali in Grecia e credo nel mondo, risalente al IV secolo a.C.; unico nel suo genere.

Completiamo la visita salutando il cucciolo che ci ha accompagnato.

Sulla strada del rientro vediamo molte persone che si bagnano e fanno i fanghi lungo un canale di scolo di una salina. Il fango è nero e la salinità notevole, le persone si cospargono il corpo di fango e poi fanno il bagno galleggiando molto di più del normale, come nel mar Morto in Israele.

Rientriamo al marina e riconsegniamo la macchina noleggiata pagando 85 euro, dopo aver fatto la spesa. Ceniamo con pasta ai quattro formaggi, gelato al bar e quindi si va a dormire stanchi e soddisfatti per il bel giro fatto nella giornata.

Tratta successiva Kastos

Tratta Precedente Missolongi

Marco Botsaris
Teatro rettangolare di Kalydon
Cisterne di Pleuron
Teatro di Pleuron
Teatro di Oiniades
Antichi cantieri navali di Oiniades
Antichi cantieri navali di Oiniades
Bagni di fango a Messolongi

Renzo Trenta

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