Partiamo senza vento per andare al marina di Missolongi a 38 miglia di distanza.
La notte passa tranquilla e quando ci risvegliamo il vento si è dimenticato di noi.
Chopin invade la barca e facciamo colazione. Andiamo a prendere un caffè al bar con WIFI e scarico anche i giornali a cui sono abbonato, “La Nuova Sardegna” e “La Repubblica”. Partiamo senza vento per andare al marina di Missolongi a 38 miglia di distanza. Procediamo a motore sino a 7 miglia dal ponte di Patrasso, si alza il vento di 20 nodi e boliniamo verso la meta. Quando siamo vicino al ponte cala il vento e procediamo a motore sino al canale di ingresso di Missolongi. Il passaggio sotto il ponte è sempre uno spettacolo. Il ponte è sorretto da 4 piloni e da tantissimi cavi che tengono sospeso l’acciaio e il calcestruzzo che formano una sottile piattaforma di 2340 metri su cui passano le macchine. Sul lato a nord c’è una fortezza che difendeva il passaggio che sembra un castello costruito con la sabbia dai bambini. Quest’anno non abbiamo fortuna e non peschiamo nulla, mentre l’anno scorso, proprio sotto il ponte, avevamo preso una palamita di 3 Kg.
Alle 17.30 arriviamo al lungo canale di ingresso al porto, il tempo si guasta portandoci nubi, foschia e vento contro. Arriviamo al marina di Missolongi alle 19.30 e ormeggiamo con le trappe per la prima volta dopo Yalikavak.










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