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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 ( 26 agosto, In navigazione verso Corfù, Grecia.)

Navighiamo a motore verso Corfù che si trova a 32 miglia.

La musica di Mozart accompagna la colazione e il risveglio. Andiamo in paese per una passeggiata, un caffè e per scaricare i giornali del giorno con il WIFI del bar. Rientriamo e partiamo con qualche difficoltà per il traffico intenso. Due grandissimi ed esagerati motoscafi decidono di partire contemporaneamente e occupano lo stretto canale di accesso, mentre arrivano due barche a vela in uscita e due in ingresso. Aspettiamo che si sbrogli l’impiccio e usciamo dal porto. Navighiamo a motore verso Corfù che si trova a 32 miglia. Ci fermiamo a capo Koundouros per fare il bagno in un fondale di 4,5 metri. Il fondo è sabbioso con un tappeto di posidonia. Guardando con la maschera troviamo un cestello abbastanza grande in ferro abbandonato sul fondo che somiglia ad una nassa. I pesci si nascondono al suo interno, chissà chi lo ha abbandonato o perso in questo tratto di mare. Rientrando in barca guardiamo due stelle marine rosse a cinque punte posate sul fondo. Risaliamo in barca e ripartiamo. Arriviamo con la barca sotto le mura del castello veneziano, che si erge imponente su entrambe le insenature su cui sorge la città. Nel porto staziona una nave da crociera e diversi traghetti, piccoli e grandi, entrano ed escono dal porto per fornire i propri servigi alla città. Noi procediamo più a nord verso la marina di Gouvia.

All’ingresso del marina incrociamo una imbarcazione vichinga che è in uscita dal molo dei carburanti, in completo assetto da vacanza con tender a traino: è la classica imbarcazione da guerra dei popoli del nord che hanno terrorizzato gli abitanti che vivevano lungo la costa europea nel Medioevo. L’equipaggio indossa i giubbotti di salvataggio al posto degli scudi e delle armi e si schiera in coperta per salutarci. Io nell’incrociarli li saluto con l’urlo di guerra degli Orang Utan battendomi contemporaneamente il petto fortemente con i pugni. Ci facciamo una grassa risata e ci salutiamo mentre loro affrontano il mare aperto non con i remi ma con il motore acceso.

Ormeggiamo e passiamo la sera per fare il bucato e a sistemare la barca. Andiamo a cena in un ristorante vicino al marina che conosciamo per esserci stati anche l’anno scorso, mangiamo bene. Concludiamo la serata con il riposo dovuto alla dea della notte.

Tratta successiva visita a Corfù

Tratta precedente Paxos

Verso Corfù
Canale di Corfù
Corfù
Porto di Gouvia a Corfù
I vichinghi a Corfù
I vichinghi a Corfù
Renzo Trenta

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