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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (26 luglio, Myra, Turchia)

Visita al sito archeologico di Myra.

Ci alziamo con comodo e partiamo per la città di Demre che dista 262 Km da Marmaris dove si trovano le rovine di Myra, l’antica capitale della Licia. Nel tragitto ci fermeremo a Dalyan per prenotare l’escursione lungo il fiume e alle rovine di Kaunos che faremo domani. Quando arriviamo prendiamo un caffè e riprendiamo il viaggio dopo esserci informati sulla escursione. Lungo il fiume ci sono centinaia di barconi che fanno la spola dalla città di Dalyan al sito archeologico di Kaunos passando sotto i costoni rocciosi dove sono state scavate le tombe licie che sembrano dei piccoli templi. I barconi arrivano anche alla spiaggia dove nella stagione nidificano le tartarughe e dove sfocia il fiume Dalyan Çayi in un reticolo di canali e bassi fondali confinanti con canneti e paludi.

Riprendiamo il viaggio verso Demre in un paesaggio di monti con foreste di pini e pianure coltivate e verdi, con abitazioni che rendono il paesaggio simile alle zone interne e montagnose della Serbia. Ci fermiamo a mangiare in un ristorante lungo strada, dove servono piatti locali, zuppa di pollo, pollo ai peperoni, yogurt, una simil pizza con formaggio e vegetali, e del pane cotto al forno. Noi siamo seduti ad un tavolo con sedie, ma ci sono anche alcove dove è possibile mangiare sdraiati alla maniera ottomana. Ordiniamo solo acqua da bere perché non hanno birra né vino in osservanza dei precetti islamici. Nelle grandi città turistiche questo precetto non viene rispettato ed è possibile trovarli senza problemi nei locali. Tra le altre cose c’è una birra prodotta in Turchia.

Vado in bagno e trovo un rubinetto di acqua dove è possibile lavarsi senza usare la carta igienica. Nei bagni del marina c’è un rubinetto che apre l’acqua che esce da un beccuccio nella tazza che risulta di dimensione adeguata per usarlo come bidet.

Finito di mangiare paghiamo circa 7 euro a testa e prendiamo la macchina facendola passare sotto un getto di acqua che consente di lavare e rinfrescare l’auto; getto d’acqua che i ristoranti mettono a disposizione dei clienti che si fermano presso di loro.

Procediamo per vallate coltivate con serre a perdita d’occhio e montagne a strapiombo sul mare con scogliere e panorami mozzafiato sul mare. Abbiamo difficoltà a trovare il sito che risulta nascosto alla vista dalle serre che riempiono la pianura. Arriviamo infine in uno spiazzo vicino ad un costone roccioso e riconosciamo sulla parete del costone alcune tombe licie scavate nella roccia. Entriamo pagando 15 lire turche (il cambio è a 2,8 lire turche per euro), tra un cumulo di pietre lavorate e accatastate sulla pianura ci avviciniamo alle pareti rocciose dove sono scolpiti degli accessi e frontoni sospesi a mezza costa simili ai templi greci con due o quattro colonne con capitelli e travi che sostengono i due spioventi del tetto. Un accesso tra le due colonne porta all’interno della tomba. Sulla destra c’è un anfiteatro di stile greco con rimaneggiamento del periodo romano molto ben conservato. Ci avviciniamo all’ingresso, sentiamo una musica proveniente dall’interno dell’anfiteatro. Entriamo e ascoltiamo il coro di turisti russi che canta musica gregoriana a quattro voci. Una scena molto suggestiva che non ci aspettavamo. L’acustica dell’anfiteatro è perfetta, sentiamo perfettamente la musica dalle sedute più alte degli anelli di pietra. Abbiamo fatto un conto veloce degli spettatori che poteva contenere il teatro, valutando la capienza in 5000 posti a sedere. Finita la visita ci dissetiamo al bar dove vendono bibite, tra cui un particolare tipo di aranciata ma con infuso di papavero e di rose dal gusto dolciastro.

Andiamo a visitare anche la basilica cristiana di Myra, dove è conservato il sarcofago vuoto della tomba del vescovo San Nicola. Il sarcofago è stato aperto quando la salma fu trafugata e portata a Bari da commercianti nel 1087 d.C.

San Nicola è chiamato in Turchia Noel Baba (Babbo Natale) ed è patrono della Russia e della Grecia, oltre che di Bari. La basilica è visitata da molti turisti russi, a giudicare dagli oggetti in vendita sulle bancarelle disseminate nel viale di accesso alla basilica.

Rientriamo a Marmaris fermandoci a cena in un ristorante lungo strada, questa volta paghiamo 50 lire turche a persona, ma il giardino con fontana che allieta la cena e il buon piatto di carne ci fanno gradire la sosta. Arriviamo tardi in barca e andiamo subito a dormire.

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LA CITTÀ DI MYRA

Antica città ellenica della Licia, oggi nell’attuale Turchia, risale al VI secolo a.C. dove assieme alle città di Xanthos, Patara e Phaselis co- stituì una federazione di città-Stato. Secondo Strabone era una delle più importanti città di questa alleanza. Nel II secolo a.C. visse il suo periodo di massimo splendore.

Famoso era il suo santuario, voluto dai Lici, al tempo dediti all’arte divinatoria e mantica.
Prospero centro commerciale in età romana, è ricordata come scalo nel viaggio che San Paolo intraprese verso Roma e fu in gran parte ricostruita dopo un devastante terremoto nel 141.

Fu sede vescovile a partire dal IV secolo ed uno dei primi vescovi fu San Nicola, che si batté contro l’arianesimo e forse partecipò nel 325 al Concilio di Nicea.
Dopo la conquistata araba, grazie alle truppe di Harun al-Rashid, perse d’importanza e iniziò un inesorabile declino. Nel 1087 a.C. le spoglie di San Nicola vennero traslate a Bari e in questa città si trovano tuttora, deposte nella Basilica di San Nicola.

Ritornata all’impero bizantino nello stesso periodo, sotto Alessio I Comneno, passò poi definitivamente ai Selgiuchidi.
Importante monumento da visitare è la necropoli, costituita da tombe scavate nella roccia e monumenti funebri di tipo licio, ellenico e romano.

Tratta successiva Kaunos

Tratta precedente Marmaris

Tombe Licie A Myra
Teatro di Myra
Teatro di Myra
Sepolcro di San Nicola profanato.
Costa Turca di ritorno verso Marmaris

Renzo Trenta

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