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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (29 e 30 Giugno, Cefalonia)

Dopo 27 ore di motore e 12 a vela per percorrere 200 miglia nautiche arriviamo a Cefalonia

Segue giornata successiva

Tramonto canale di Otranto

In vista di Cefalonia
Rotta verso Cefalonia

Ore 15.00 di domenica 29 giugno 2014. Grecia, Cefalonia.

Arriva il vento leggero da sud-ovest, si spegne la ferraglia e andiamo di bolina larga verso Cefalonia, che ora è a 45 miglia, ma presto il vento cala. Riprendiamo a motore, arriveremo a notte fonda verso le 24.00, se tutto va bene. Siamo alle ore 24.00 locali nel porto di Lixouri, ci avviciniamo lentamente alla banchina cercando nel buio, non rischiarato dalla luna, di individuare la via che il GPS cartografico ci indica. Attracchiamo ma scopriamo che il terremoto dell’inverno scorso ha danneggiato le banchine che sono state transennate, hanno tolto anche le bitte per impedire l’attracco. A malincuore riprendiamo il largo, non dopo essere tornati indietro per riprendere al volo una pila elettrica che nella concitazione avevo lasciato sul molo. Riprendiamo il largo per andare nel porto più vicino distante 2,7 miglia, dove arriviamo all’una di notte locale dopo 27 ore di motore e 12 a vela per percorrere 200 miglia nautiche. Ci mettiamo all’inglese, il posto c’è, domani penseremo ad ormeggiare di poppa con la calata dell’ancora di prua. Andiamo al bar di fronte a bere qualcosa prima di dormire. Tifiamo, insieme agli avventori, per la Grecia che si gioca gli ottavi di finale dei mondiali di calcio in Brasile contro il Costa Rica, che ha eliminato l’Italia.

Finisce ai rigori e vince il Costa Rica. Ora possiamo riposare.

Ore 10 di lunedì 30 giugno 2014. Cefalonia, Grecia.

Ci alziamo con calma, facciamo colazione e spostiamo la barca, nel posto libero tra un catamarano e un bellissimo Amel 54. A Brindisi avevamo visitato l’interno di una barca simile, spazi adeguati alle dimensioni, fornita di lavatrice, lavapiatti, gruppo elettrogeno e dissalatore. Le manovre per il genoa (vela di prua), la trinchetta e la randa avvolgibile e la mezzana sono tutte motorizzate elettricamente. La barca si manovra con due persone. Ha l’elica di prua per le manovre in porto ed una chicca particolare, un getto d’acqua dolce per lavare la catena dell’ancora nel momento di salparla, non sporca la barca ed evita il sale nel pozzetto della catena. Ha la coperta in vetroresina dipinta con un colore che simula un teak, evita i problemi della manutenzione del legno e salva le foreste del Borneo.

Bella barca, ma non me la comprerei. Ne abbiamo discusso, concludendo che la barca ideale per noi è di 38/42 piedi sia per gli spazi utili che per i costi di gestione.

Andiamo in un negozio di telefonia e compriamo le schede telefoniche greche per un router WIFI per le comunicazioni dati. In Grecia c’è una buona copertura anche in navigazione per il posizionamento sui monti delle isole dei ponti radio di potenza adeguata. Mi chiama mia figlia Alice, che mi comunica l’effrazione notturna del suo negozio di telefonia da parte dei soliti ignoti: hanno danneggiato la saracinesca e rotto il vetro portando via alcuni cellulari di valore. Brutta storia anche se i danni sono coperti dall’assicurazione.

Il resto della giornata trascorre in letture e riposo. Il pomeriggio passa la capitaneria di porto. Facciamo i documenti per l’ingresso in Grecia della barca (15 euro) e paghiamo l’ormeggio per un giorno (13 euro). La capitaneria ci conferma che si può pescare a traina nelle acque greche, invece l’anno scorso era vietato. La sera cena con pezzi di tonno alla piastra con insalata mista, poi gelato per chiudere. Non abbiamo la corrente in banchina e compriamo del ghiaccio da mettere in frigo, dobbiamo preservare i filetti di tonno residui. Notte tranquilla senza vento. La Germania batte l’Algeria 2-1, ai Mondiali di calcio.

Tratta successiva Zacinto

Tratta precedente Brindisi

Renzo Trenta

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