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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (01 Luglio, Zacinto)

Ci avviamo a motore da Argostoli e ci dirigiamo a Nisos Zakynthos.

Rotta verso Zante

Lasciamo Cefalonia, nota per essere stata teatro dell’eccidio della Divisione Acqui dell’Esercito italiano per mano dei soldati tedeschi tra il 15 e il 26 settembre 1943, cioè poco dopo l’annuncio dell’armistizio fra l’Italia e gli Alleati, l’8 settembre.

Le stime delle vittime sono incerte, a seconda delle fonti e del- le circostanze rientranti nel computo, da 1.700 a 9.400. Brutto episodio e una punizione terribile per il tradimento che i tedeschi non ci hanno mai perdonato.

Ci avviamo a motore da Argostoli e ci dirigiamo a Nisos Zakynthos, circa 37 miglia, a motore sino al canale tra Cefalonia e Zacinto, poi si alza il vento di 20 nodi da nord ovest che ci porta in rotta al lasco. Ci fermiamo per il bagno a Ormos Alykes, a est dell’isola.

Acque azzurre ma non limpidissime, per la sospensione in acqua di piccoli addensamenti bianchi, poi alle 16 riprendiamo la navigazione per le ultime 12 miglia che ci separano dal porto di Zakynthou, dove è stato eretto un monumento a Ugo Foscolo.

Celebre il sonetto che il poeta dedicò alla sua terra natìa.

A Zacinto (1803)

Né più mai toccherò le sacre sponde

Ove il mio corpo fanciulletto giacque,

Zacinto mia, che te specchi nell’onde

Del greco mar, da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde

Col suo primo sorriso, onde non tacque

Le tue limpide nubi e le tue fronde

L’inclito verso di colui che l’acque

Cantò fatali, ed il diverso esiglio

Per cui bello di fama e di sventura

Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,

O materna mia terra; a noi prescrisse

Il fato illacrimata sepoltura.

Niccolò Ugo Foscolo (Zacinto, 1778 – Turnham Green, 1827) Fu sepolto nel cimitero di Chiswick a spese del banchiere

quacchero Gurney, suo amico. Nella tomba gli furono messe due monete di rame sugli occhi, secondo un rituale greco antico. La tomba, recentemente restaurata, porta incisa erroneamente l’età di 50 anni. Le sue ceneri, nel 1871, furono traslate nella Basilica di Santa Croce a Firenze. 

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Zacinto, oggi Zante, è un’isola del mar Ionio. Deriva dal nome del suo scopritore, Zacinto, figlio di Dardano.
L’isola fu al centro delle battaglie spartano-ateniesi. Appartenne all’Impero romano e dopo a quello bizantino. In seguito ad un trattato, Zante diventò la prima democrazia indipendente dell’Ellade e durò più di 650 anni. Nel 1194 Matteo Orsini stabilì un governo locale a Zante, la Contea palatina di Cefalonia, Itaca e Zante. I sei secoli di dominio veneto furono interrotti solo da una breve conquista turca dal 1479 al 1485. Nel Seicento fu costruita la grande fortezza (terminata nel 1664).
Nel 1953 Zante è stata teatro di un disastroso terremoto che ha devastato l’intera isola.
Zacinto è nota per alcune delle più belle spiagge del Mediterraneo, tra cui quella del relitto.
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Arriviamo in porto facendo gara a motore con una barca a vela greca presa a noleggio da un tedesco. Vince lui ed entra per primo in porto. Noi ci dirigiamo al molo delle barche locali dove l’anno scorso ci siamo ormeggiati all’inglese, con la fiancata della barca parallela alla banchina. Riusciamo ad ormeggiare tra un ferro da stiro a motore e una a motore tipo Maiorchina, ma veniamo invitati dall’ormeggiatore del porto a spostarci nel molo a Nord. Ormeggiamo, con qualche difficoltà per il vento al traverso di 10 nodi, di poppa alla banchina con calata dell’ancora a prua. La difficoltà di manovra in retromarcia dell’AR 38, dovuta alla deriva lunga e all’elica troppo vicina al timone, costringe Antonio a diverse inversioni di marcia per raddrizzare la barca in fase di retromarcia. Dopo aver calcolato lo scarroccio, posizioniamo l’ancora un po’ sopra vento al posto assegnato in banchina, poi mentre io filo la catena Antonio procede in retromarcia. Alla fine ci infiliamo nello spazio tra le due barche, solo un po’ traversati, aiutandoci con parabordi e con le mani teniamo la barca discosta dalle altre, poi passiamo la cima di ormeggio di poppa proprio al tedesco con cui abbiamo gareggiato per l’accesso al porto. Finalmente ormeggiati, regolato il tiro della catena e delle due cime a poppa, possiamo riordinare la barca e infine riposarci. Antonio ringrazia il velista tedesco per l’aiuto fornito. Facciamo un giro in banchina e andiamo a rendere omaggio al monumento a Ugo Foscolo.
Prendiamo pane, latte e frutta per la navigazione di domani. Ritorniamo in barca per la pasta con il tonno da noi pescato, cucinata nella pentola a pressione con olive, vino bianco, capperi, pomodoro e origano. Prima di dormire ci attende il paseo per un gelato, mentre l’Argentina batte la Svizzera e il Belgio batte gli Usa passando ai quarti di finale del mondiale di calcio.
Una commessa di un negozio mi dice di ricordarsi di me, l’anno precedente avevo comprato da lei un cappellino, che era subito volato via in alto mare per un soffio di vento malandrino.
Torno in barca da solo, i miei pensieri vanno alle navigazioni fatte con Rita, la compagna di una vita che ora non c’è più. Un arresto cardiaco l’ha portata via a tutti noi.
Parlo al telefono con mio figlio Federico, ci raccontiamo le ultime novità, mi aveva chiesto con un sms di essere prudente, ho cercato di rassicurarlo.
Decido che scriverò il diario di bordo per tutta la crociera in Grecia e Turchia, per me, per fissare i pensieri e gli eventi del viaggio, ma anche per i miei figli, per raccontare loro quello che sto facendo. Decido anche di lasciare crescere la barba come un vero lupo di mare.

 

Tratta successiva in rotta verso Kythira

Tratta precedente Cefalonia

In arrivo a Zante

Porto di Zante
Busto di Ugo Foscolo a Zante

Renzo Trenta

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