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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (3 agosto, Pamukkale e sito archeologico di Hierapolis, Turchia.)

Ci attendono 270 km per arrivare a Pamukkale

Sveglia con i concerti di Mozart e andiamo a noleggiare la macchina, ci danno una Fiat 500L. Il prezzo di 100 euro al giorno è caro, ma è l’unica disponibile. Ci attendono 270 km per arrivare a Pamukkale, città rinomata per le piscine di acqua sulfurea e per le cascate di carbonato di calcio formate dai depositi della stessa acqua. Percorriamo la strada passando per la costa sino a Bodrum, l’antica Alicarnasso, e poi sino a Milas e Yatagan. La zona è in vorticoso sviluppo per le costruzioni di case per le vacanze che stanno sfigurando la costa. Si vede in giro molto benessere, nel porto di Yalikavak molte barche sono di proprietà turca anche se battono bandiera statunitense.

Abbiamo scoperto che in Turchia battere bandiera statunitense costa poco ed evita di pagare le tasse salate dello stato turco. Passiamo per Bodrum che meriterebbe una visita, ma oggi non possiamo fermarci. Dopo Yatagan incontriamo la Turchia più profonda e meno ricca, passiamo tra camion che trasportano blocchi di marmo che si estraggono dalle numerose cave della zona. Ci fermiamo a prendere qualcosa in un bar di un paesino. Le sedie sgangherate, i tavoli ricoperti da un pezzo di masonite, l’interno con una stufa a legna e un televisore acceso su un programma TV su una gara di motocross per il piacere dei pochi avventori anziani e maschi, donne non se ne vedono in giro. Prendiamo tre tè e un caffè alla turca di gusto pessimo pagando 5 lire turche.

Riprendiamo il viaggio dopo aver visitato il bagno in uso sino dal tempo di Vespasiano.

Poi proseguiamo scavalcando una montagna sino alla vallata del fiume Lykos.

Nella pianura tutta coltivata ed irrigata ci fermiamo a mangiare in una tavola calda gestita da una cooperativa che ha prodotti vegetariani, unica concessione alle proteine yogurt, formaggi e uova. Mangiamo e riprendiamo il viaggio dopo aver bevuto un tè e paghiamo 45 lire turche. Ovviamente non c’erano alcolici e birra nella rivendita.

Quando arriviamo a Pamukkale sono le 15.00 e fa un caldo terribile. Abbiamo la sorpresa di trovare nel sito oltre le cascate di acqua anche i resti imponenti della antica città frigia di Hierapolis. Un vero spettacolo nello spettacolo. Arriviamo a visitare la necropoli, che sembra una città nella città per l’estensione e le tombe ben conservate.

I vivi hanno più cura nel costruire le tombe per i morti che nel costruire le case dove loro vivono. Gli uomini considerano la morte più importante, più definitiva ed eterna che il loro passaggio precario e fragile in questo mondo terreno; ritroviamo, infatti, più resti archeologici di tombe o di templi che di costruzioni per i vivi. Un grosso terremoto ha distrutto la città nel VI secolo, le tombe hanno resistito meglio degli altri edifici. Visitiamo le cascate, dove si concentrano i turisti per fare il bagno, ci sono donne europee in bikini e donne turche velate completamente avvolte in tessuti neri che mostrano solo le mani ed il viso. Alcune delle donne velate sono giovanissime. Visitiamo l’anfiteatro molto ben conservato da 6275 posti a sedere, le latrine e buona parte dell’agorà e della basilica. La stanchezza e il caldo ci vincono e rimandiamo ad un’altra volta la visita al museo, al martyrion e all’ingresso a oriente. Dobbiamo rientrare e ripartiamo alle 19.00 per tornare a Yalikavak.
Ci fermiamo a cena in un ristorante popolare ad Aylin, dove mangiamo le polpette di carne e delle verdure alla griglia, prezzo 70 lire turche, niente alcolici.

Arriviamo stanchi alla barca e sprofondiamo nelle cuccette.

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HIERAPOLIS

Hierapolis, nella Frigia, dominava nell’antichità la valle del fiume Lykos sulla strada che collegava l’Anatolia al mar Mediterraneo ed era celebre per una grotta da cui sgorgava acqua calda ricca di calcare, creduta una delle porte degli inferi.

Le maggiori attrazioni turistiche sono rappresentate ancora oggi dalle concrezioni calcaree, dalle calde acque termali che sgorgano in mezzo alle rovine, e il patrimonio architettonico della città antica. Nella parte nord della città si svilupparono i primi nuclei della necropoli, in età imperiale, con tombe a fossa ed edifici funerari.

L’assetto monumentale della città meglio riconoscibile è quello che si creò dopo il rovinoso terremoto del 60 d.C., tra la fine del I ed il III secolo. Hierapolis diviene in questa fase un importante centro della cristianità e lungo l’asse viario principale furono costruite una chiesa extraurbana, la cattedrale con il battistero, la basilica a pilastri e, sulla collina orientale, il martyrion di San Filippo apostolo.

Tratta successiva Efeso e Magnesia

Tratta precedente visita a Kos e Yalikavak

Hierapolis, nella Frigia
Sito archeologico di Hierapolis
Sito archeologico di Hierapolis e vasche calcaree di Pamukkale
Tombe a tumulo a Hierapolis
Sito archeologico di Hierapolis e vasche calcaree di Pamukkale
Sito archeologico di Hierapolis e vasche calcaree di Pamukkale
Teatro romano di Hierapolis
Sito archeologico di Hierapolis esterno del teatro.
Renzo Trenta

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