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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (4 agosto, Efeso e Magnesia, Turchia.)

Visita al sito archeologico di Efeso.

Mozart ci sveglia mentre facciamo colazione. Io vado con la macchina a visitare le rovine di Efeso, mentre il resto dell’equipaggio, che ha già visto il sito, resterà in barca a riposare e predisporre la barca e i documenti per l’uscita dalla Turchia di domani.

Attraverso la Turchia verso nord passando per Bodrum, Milas, Soke e Kusadasi. Passo per strade a quattro corsie ben tenute. Dopo Milas si costeggia un grande lago di acqua dolce che serve ad irrigare la grande pianura sottostante prima di Soke. Poi passo lungo la costa sino alla città turistica di Kusadasi. Mi fermo a prendere un tè turco in un ristorante prima di Efeso dove non c’è nessun cliente e i tavoli sono vuoti e con molta polvere da rimuovere dal ripiano, non sembra molto frequentato dagli avventori. Volevo anche mangiare, ma ho deciso di procedere sino ad un ristorante con più clienti; lo trovo al bivio di Selcuk, dove mi fermo e mangio un piatto di carne e verdure e bevo un bicchiere di ayran (yogurt liquido). Nello stagno vicino al ristorante c’è una papera che cova il nido con due paperelle che gli spuntano dalle zampe, che non si muove neanche quando mi avvicino per scattare una foto.

Il territorio della Turchia è disseminato di bandiere nazionali non solo negli edifici pubblici ma nei luoghi elevati come le fortezze e gli ingressi dei porti. In Grecia e negli Stati Uniti è la stessa cosa. In Italia per fortuna non c’è lo stesso spirito nazionalista. Anche nelle barche ci sono le bandiere nazionali esposte a poppa, con la funzione di identificare il paese di armamento della barca, ma più sono grandi più è sviluppato l’ego nazionalistico del proprietario.

Dopo 5 chilometri c’è il sito archeologico di Efeso. Poco prima c’è un aeroporto per piccoli aerei tipo piper.

Arrivo al sito, parcheggio pagando 8 lire turche, per l’ingresso pago 30 lire turche, noleggio la guida tipo iPod con 20 lire più deposito di 100 lire che verrà restituito alla riconsegna. Mi preparo alla visita nella calura del pomeriggio con 32 gradi all’ombra. Visito l’enorme l’anfiteatro da 24000 posti, il viale di accesso dal porto oramai interrato, l’agorà, le latrine e la splendida biblioteca di Celso, ristrutturata di recente, nelle nicchie delle porte di accesso ci sono quattro statue femminili che rappresentano la conoscenza, la sapienza, l’eccellenza e il giudizio.
Salgo per la via sacra e raggiungo l’Odeon e il piazzale dove doveva esserci il tempio di Artemide. Ripercorro a ritroso i miei passi, esco dal sito, cerco a Selcuk il museo dove sono conservate le statue ritrovate ad Efeso, ma lo trovo chiuso per lavori di ristrutturazione. A Silcuk c’è una fortezza molto ben conservata e ruderi del periodo bizantino, arrivo troppo tardi per la visita.

Mi predispongo per il rientro a Yalikavak, ma questa volta evito di passare verso la costa e prendo la strada per Soke che passa all’interno.

Ho una piacevole sorpresa perché lungo la strada trovo il sito archeologico della città di Magnesia, nota per il materiale magnetico capace di attrarre il ferro e utilizzato poi per le bussole e dove morì Temistocle nel 459 a.C. che comandò la flotta ateniese nella battaglia di Salamina contro i Persiani.

Arrivo a Yalikavak alle 21.00, cena con pasta alla carbonara e a dormire.

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EFESO

Èfeso fu una delle più grandi città ioniche in Anatolia, situata sulla costa dell’odierna Turchia, approssimativamente fra le città di Smirne e Aydın.
Fu un importante e ricco centro commerciale e dal 29 a.C. fu la capitale della provincia romana di Asia. Tra le rovine, sono degne di nota il teatro, il piccolo tempio di Adriano, la Biblioteca di Celso e i nume- rosi stabilimenti di bagni pubblici. Ridotte a una singola colonna sono invece le testimonianze di quello che fu il più celebre monumento di Efeso: il Tempio di Artemide, una delle Sette meraviglie del mondo, raso definitivamente al suolo nel 401 per ordine di Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli. Efeso è stata la terza città più potente del mondo antico dopo Roma e Alessandria d’Egitto.

I templi agli dèi sono le altre costruzioni a cui gli uomini dedicano tante risorse e che hanno una importanza simbolica potentissima. I cattolici hanno distrutto tantissimo di questi simboli per sostituirli poi con le loro chiese e i loro simboli.

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MAGNESIA

Magnesia, città dell’antica Lidia, sorge in una zona ricca di giacimenti di magnetite, un minerale con proprietà magnetiche, sulle falde del monte Sipilo. La leggenda vuole che sia stata fondata dalle Amazzoni.

Con la Battaglia di Magnesia del 190 a.C. divenne una città importantissima dell’Impero romano. Passò poi nel XIII secolo sotto la dominazione ottomana.
Fiorente centro industriale e agricolo, la vicinanza a Smirne, la colloca in una posizione strategica anche per i turisti. Da visitare il Museo Archeologico, la splendida moschea e il maestoso monte Sipilo.

Tratta successiva Leros

Tratta precedente Pamukkale e Hierapolis

Kusadasi
Teatro di Efeso
La libreria di Celsus
Statua di Artemide ritrovata a Efeso
Odeon Efeso
Rovine di Efeso
Selcuk
Selcuk
Magnesia in Turchia

Renzo Trenta

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