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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 ( 8 agosto, navigazione verso l’isola di Ikaria, Grecia.)

Navigazione verso l’isola di Ikaria.

Mi sveglio alle 6.30 una goccia di acqua mi cade sul volto dall’oblò, vado fuori per vedere la pioggerellina che cade in coperta. È la prima volta che piove da quando siamo partiti da Brindisi. Ritiro i cuscini per evitare di farli bagnare dalle poche gocce che cadono. Torno a dormire e alle 8.30 mi risveglio, le poche nubi sono sparite. I Queen ci rimettono in moto con la loro musica energica. Partiamo recuperando l’ancora con difficoltà per la batteria del telecomando che si è scaricata. Recuperiamo la catena con il comando diretto in pozzetto.

Ci dirigiamo all’isola di Ikaria, il cui nome deriva dal mito greco. Icaro figlio di Dedalo, che cadde in questo luogo dopo aver disobbedito al padre: si era avvicinato troppo al sole sciogliendo le sue ali di cera, costruite per sfuggire al labirinto del palazzo di Minosse a Creta. Lì erano stati rinchiusi perché accusati di aver collaborato alla uccisione del Minotauro da parte di Perseo aiutato anche da Arianna con il suo leggendario filo.

Nel luogo dove cadde nacque l’isola Ikaria.

Secondo il mito Ikaria è il luogo di nascita di Dioniso, il dio del vino, e lo stesso Omero ci ricorda nei suoi poemi che gli abitanti di questa isola furono i primi produttori al mondo di questa prelibatezza. Durante la Seconda guerra mondiale e nella dittatura dei colonnelli l’isola fu usata come confino per i simpatizzanti comunisti.

Nel 2009 i giornali annunziarono al mondo che gli abitanti dell’isola sono i più longevi di Europa. Il segreto della longevità a detta degli arzilli vecchietti dell’isola sono, fare movimento, due bicchieri di vino al giorno, niente fumo, pane, uova, formaggio e latte, senza dimenticare di fare anche tanto sesso. Insomma, serve sempre una buona sudata di petto. Anche dove sono nato io (Ogliastra in Sardegna) ci sono tanti centenari e hanno le stesse regole.

Navighiamo con il vento al lasco e poi di bolina appena superato il canale tra Thymaina e Ikaria. Mentre andiamo avanti sotto costa senza onda il vento cala e dobbiamo mettere motore. Arriviamo a Manganitis a sud dell’isola, dopo 17 miglia di navigazione, dove c’è un piccolo porto per il traghetto e dove troviamo posto all’inglese. Siamo l’unica barca a vela nel piccolo porto. Ci dicono che tra poco arriverà il traghetto, speriamo che ci sia posto sia per noi che per loro. Il piccolo paese con la chiesa ortodossa è abbarbicato sulle pareti di roccia che degradano dai monti e risulta inserito in una macchia verde di vegetazione che contrasta con il deserto di roccia che lo circonda. Prima di Manganitis ci accostiamo ad una spiaggia che le carte nautiche chiamano Seychelles Beach. Il nome è meritato per le rocce granitiche e per l’acqua trasparente. I bagnanti scendono alla spiaggia dalla strada lasciando la macchina sulla strada che la sovrasta di 50 metri.

Ci riposiamo mentre arriva un piccolo traghetto che non ha difficoltà ad ormeggiare lungo la banchina. Ormeggia anche una barca a vela australiana dopo che il traghetto è ripartito.

Faccio la mia nuotata abituale e in un’ora di nuoto arrivo alla spiaggia del paese a 600 metri dal porto. Mentre nuoto, incontro un granchio fissato agli scogli con le sue otto zampe e due chele che esplorano la roccia portando alla bocca le alghe cresciute sullo scoglio, prima con una chela e poi con l’altra, tutto a notevole velocità. Deve essere l’ora del pranzo perché scorgo altri due granchi che fanno la stessa cosa. Sugli scogli ci sono dei ricci, mi decido a verificare una cosa che mi è stata detta per distinguere i maschi dalle femmine con le uova. Bisogna cercare i ricci che hanno dei piccoli granelli di sabbia tra gli aculei in cima all’involucro di supporto degli stessi. Effettivamente individuo dei ricci con questa caratteristica, normalmente attaccati alla roccia con parete quasi orizzontale. I maschi senza i granelli di sabbia si attaccano sulle pareti verticali di roccia. Devo ancora verificare con l’apertura di qualche riccio se quelli con i granelli sono effettivamente femmine.

Rientro in barca, faccio la doccia e andiamo a cena. A pranzo abbiamo mangiato solo frutta e ora abbiamo fame. Preparo la pasta con sgombro, pomodoro e pesto alla genovese con la pentola a pressione. Nel frattempo il vento è aumentato, raffiche a 33 nodi. Si tratta di vento catabatico che viene giù dalla montagna. Rafforziamo gli ormeggi. Scendiamo a terra a prendere un gelato all’unico bar sul porto. Rientriamo dopo aver provato a connetterci perverificare le previsioni del tempo di domani che danno il vento al traverso con 15/20 nodi. Ci auguriamo che al risveglio il vento cali e ci consenta di uscire dal porto senza problemi.

Tratta successiva navigazione verso Myconos

Tratta precedente Thyamina

Isola di Ikaria
Ikaria
Porto di Thymaina ad Ikaria

Porto di Thymaina ad Ikaria
Renzo Trenta

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