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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (04 Luglio, Kythira)

Kapsali, Kythira

Kapsali

Sveglia e colazione, il vento è aumentato di intensità, si balla e si oscilla per le folate di vento. Rafforziamo gli ormeggi e controlliamo la situazione. Una barca all’ancora cerca di ormeggiare in banchina, ma la manovra non riesce per il forte vento; desiste e torna all’ancora in rada in un posto più riparato. Tutte le altre barche rinforzano gli ormeggi, il motoscafo da 24 cala due ancore aggiuntive per evitare di far scadere la prua al vento. Un membro dell’equipaggio con le bombole va a verificare la tenuta. Hanno posizionato la loro catena sulle nostre. In acqua c’è un intrico di catene che domani, quando sarà calato il vento, richiederà molto lavoro per essere sbrogliato.

Pranzo con l’ultimo tonno rimasto saltato in padella insieme alle due sacche di uova del pesce e all’insalata mista di pomodoro, cetrioli e lattuga. L’equipaggio non vuole più mangiare pesce per almeno una settimana dopo questa abbuffata di tonno cucinato nei modi più diversi, né vorrà calare in acqua la canna da pesca per un periodo equivalente.

Bucato, lettura del giornale e riposo.

La Sardegna brucia e a Sassari si raggiungono i 39 gradi. La crisi al Comune di Sassari non è ancora risolta. Renzi parla al Parlamento europeo della sindrome di Telemaco, mentre noi novelli Ulisse siamo ancora in giro alla ricerca della Terra promessa. Antonio del Tayana 37 mi diceva che lui era alla ricerca di un luogo dove morire e non del luogo dove vivere. Ulisse tornò alla sua Itaca, ma dopo aver sistemato i suoi nemici ripartì per oltrepassare le colonne d’Ercole della conoscenza. Chissà dove morì. L’indovino Tiresia gli aveva predetto una morte lontano dal mare. Dante lo immaginò inghiottito da un vortice marino dopo aver oltrepassato le colonne d’Ercole. Pascoli lo cantò naufrago presso le isole delle sirene, poi trasportato dal mare nell’isola di Calypso. Plinio il vecchio lo pensò morto di vecchiaia.

Io vorrei morire come Eric Tabarly il grande navigatore francese che cadde in acqua dalla sua barca in una notte buia nella manica, perché non aveva più le forze per tenersi alla battagliola e alla vita, ricongiungendosi così all’elemento che aveva tanto amato.

Intanto, compongo pochi versi…

Verso Itaca

Cielo stellato di puntute stelle,

raccoglie la Via Lattea 

nel cuore della nostra storia.

Armonie di bianco scolpito

prosciugano la via del cammino

di vane speranze, di paure attardate,

e di sapori del desco lontano.

Luce soffusa pervade di lattice

ceruleo il rosso slavato dell’alba.

Perniciosi pensieri lasciano il nido

caldo dell’insano dormire, mosso

da liquido instabile e da motrice ferrigna.

Arrivo all’isola solitaria da una vita di dure rampogne.

La tela attende incolpevole, disfatta dal gelo dell’alba.

Verso le 18.00 vado a nuotare in un tratto di mare attrezzato a piscina pubblica. In una spiaggia riparata hanno tesato, tra la roccia e un pontile galleggiante, dei cavi in tessile con dei piccoli galleggianti toroidali in plastica usati per la pesca che sostengono i cavi in acqua. Hanno così delimitato 6 corsie da utilizzare per il nuoto. Oggi c’è un po’ di risacca, dovuta al vento, che fa ondeggiare le corsie. Nuoto su e giù per la corsia di circa 50 metri, con maschera e pinne, per 45 minuti seguendo le oscillazioni che la risacca trasmette ai galleggianti. Alcuni ragazzini slavi giocano in acqua, andando su e giù per la scaletta, tuffandosi o spingendosi vicendevolmente, il tutto accompagnato da improvvise grida di gioia. In acqua due innamorati fanno le fusa con molto minore schiamazzo. Sulla riva una madre orgogliosa fotografa con il cellulare i figli che con il retino cercano di prendere i pesciolini. Io nuoto in silenzio riflettendo su come per alcuni, con il passare degli anni, la loro presenza nel mondo si faccia meno rumorosa. S’impara crescendo a gridare di meno e soffocare l’urlo di impotenza che è dentro di noi, nascondendo il nostro disagio.

Cena al ristorante, gelato e poi a dormire sapendo che Brasile e Germania hanno passato i quarti di finale del mondiale battendo rispettivamente la Colombia e la Francia.

Tratta successiva visita a Kythira

Tratta precedente arrivo a Kythira

Renzo Trenta

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