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Crociera in Grecia in barca a vela, 2014 (05 Luglio, visita a Kythira)

Visita a Kythira.

Kythira

Ci svegliamo, il vento non cala, c’è risacca in porto che ci fa ballare, ci sveglia il nostro vicino di ormeggio per segnalarci che il motoscafo si sta spostando verso di noi per un salto di vento che rende lasche le catene di ormeggio. Si sveglia anche l’equipaggio del motoscafo che regola l’ormeggio: ci rimettiamo a dormire sino alle 9.00.

Colazione, rifornimento di gasolio e poi andiamo con un taxi nel paese di Hora, che è il capoluogo dell’isola, per visitare la fortezza. Antonio resta in barca, con queste condizioni non si fida a lasciare la barca incustodita, la fortezza lui l’aveva già visitata l’anno scorso. Ci fermiamo in piazzetta a prendere un caffè e incontriamo un anziano signore greco che parla l’italiano. Gli chiediamo informazioni sull’isola. Si chiama Da Ponte, i suoi avi veneziani, che 500 anni fa si sono stabiliti nell’isola di Kythira, appartengono al ramo Da Ponte che ha generato anche l’architetto Antonio Da Ponte che ha seguito i lavori di ricostruzione del ponte di Rialto nel 1588, curandone anche la progettazione. Ci conferma che la leggenda pone la nascita di Afrodite di fronte a Kythira presso due scogli posti al largo andando verso Antikythera a Sud di Kapsali. Ci racconta che l’isola non è mai stata occupata dagli ottomani, ed è stata la prima repubblica indipendente della Grecia. Durante la Seconda guerra mondiale, l’isola fu occupata dagli italiani e dai tedeschi, e dopo l’armistizio lui salvò dei soldati italiani che sfuggivano ai tedeschi che li cercavano per deportarli in Germania o ucciderli, come era successo a Cefalonia. In gioventù aveva avuto un’azienda che distribuiva l’energia elettrica nell’isola, aveva avuto dei frantoi e una ditta che produceva bibite. Ora era in pensione. 

La sua casa è al primo piano del fabbricato dove al pian terreno prendiamo il caffè. Sulla cornice della facciata c’è il blasone scolpito della sua casata. Ci dice che la sera ci sarebbe stata una riunione dei sindaci del territorio per sollecitare l’apertura lunga delle chiese e della fortezza per consentire ai turisti di visitarli. Pare che ci sia il sindacato del personale che si oppone.

Lo salutiamo ringraziandolo e gli offriamo una bibita, succo d’arancia; noi prendiamo due caffè espressi e uno alla greca, caffè fatto come quello turco, lasciando i fondi del caffè sul fondo. Bisogna mescolare dopo aver messo lo zucchero e poi lasciarlo depositare, prima di berlo.

Visitiamo il paese fatto di case bianche e poi la fortezza, panorami e scorci mozzafiato.

Rientriamo a bordo con il taxi, dopo aver comprato acqua da bere per il viaggio e i mitici biscotti Papadopoulos per la colazione.

Pranziamo in barca con spaghetti alla carbonara, la discussione sulla necessità di mettere o togliere il chiaro dell’uovo finisce con la decisione del cuoco Peppone di non metterlo. Mangiamo senza dare confidenza al colesterolo, come suggerito da Uccio.

Meritato riposo in attesa delle partite. Lesson 1.8 di inglese fatta con Uccio. Facciamo rifornimento di acqua.

Vince la Germania sulla Francia, poi cena abbondante con Moussakà, Tzatziki, Saganaki cheese, insalata greca, octopus alla griglia, bistecca di manzo, acciughe fritte, tortino di spinaci, vino bianco della casa e finiamo in gloria con water melon (anguria), il tutto per 67 euro. Chi non conosce il greco deve usare l’inglese, lingua usata dai greci per parlare con i turisti.

Compriamo la frutta e il ghiaccio in cubetti per la partenza prevista domani mattina.
Resta da vedere l’altro quarto di finale dei mondiali di calcio, vince l’Olanda sul Costa Rica ai rigori. Sono le due di notte e andiamo a dormire. Il vento è calato, domani si parte per Creta con previsione di mare calmo e poco vento.

Tratta sucessiva Gramvousa

Tratta precedente Kythira

Kythira
Kythira
Kythira
Kythira
Kythira
Kythira
Kythira
Kythira
Kythira
Kythira
Renzo Trenta

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